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28/01/11

il prelievo di sangue nella popolazione pediatrica

Definizione:  I  metodi  per  eseguire  il  prelievo  di  sangue  nei  neonati  a  termine  e  pretermine  includono  la  puntura  del  tallone,  la  venipuntura  e  la
puntura arteriosa (che in questa scheda non verrà trattata).
La venipuntura comporta l’aspirazione del sangue attraverso un ago da una vena periferica.
La puntura del tallone comporta la puntura della porzione laterale del tallone, la spremitura dello stesso e la raccolta del sangue fuoriuscito attraverso
un capillare.

Obiettivo: ricercare le evidenze in merito alla gestione del prelievo nel neonato a termine e pretermine, al fine di ridurre i rischi relativi alla
manovra  ed uniformare i comportamenti.
Materiali  e  metodi:  consultazione  di  database  di  revisioni  sistematiche  internazionali.  I  documenti  sono  stati  selezionati  per  rilevanza  ed
aderenza al tema di interesse.
Risultati:  sono state considerate le  evidenze ottenute dalla revisione della  letteratura. E’  stata valutata la pertinenza dell’articolo in base  ai
contenuti e alla data di pubblicazione rispetto alle revisioni sistematiche utilizzate per produrre questo documento.


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24/01/11

L’approccio psicologico nel diabete

L’approccio psicologico nel diabete Il dialogo, le teorie, l'esperienza

Tre interventi complementari in questo libro dedicato ai componenti del Team.
Paolo Gentili, docente di Psicologia a Roma analizza l'incontro con il paziente che non pare seguire le cure. Quello che sembrerebbe uno scacco è invece un incontro, un affidarsi alla persona del medico.
Paolo Di Berardino, direttore del Gruppo di Studio Psicologia e Diabete passa in rassegna le direzioni di ricerca in Psicologia che possono interessare il Diabetologo. Schede semplici riassumono alcuni settori della psicologia e consigliano letture introduttive.
Catello Parmentola, psicologo, uno dei pochi specialisti strutturati in un Team diabetologico spiega qual è l'utilità dello 'psicologo nel team', e riflette sui percorsi interni, sulle forme di collaborazione di una risorsa specializzata in psicologia nella cura delle malattie croniche.




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Il dolore del bambino: si può e si deve combattere

Il dolore del bambino: si può e si deve combattere


Introduzione
Il trattamento del dolore è uno dei principali doveri del medico.
L’adempimento di questo dovere è stato storicamente scarso specie nei confronti del paziente
pediatrico.  Fino  a  pochi  anni  orsono  prevaleva  il  concetto  che  i  bambini  non  percepissero  o  non
ricordassero  gli  eventi  dolorosi  con  la  stessa  intensità  di  un  adulto.  Si  temeva  anche  in  modo
infondato  che  il  trattamento  del  dolore  mascherasse  sintomi  di  lesioni   ingravescenti.  Tutto  ciò  è
falso  a  non  è  più  appropriato  limitarsi  a  negare  l’analgesia.  Sono  state  date  numerose  ed  erronee
motivazioni  per  non  trattare  il  dolore  in  pediatria.  L’affermazione  più  frequente  era  che  i  bambini
specie se lattanti non provassero dolore. Di fatto le vie neurali  nocicettive sono attive entro la 23a e
24a settimana di E.G.
I neonati a termine e pretermine presentano un completo sviluppo delle vie di trasmissione del
dolore  senza  presentare  un  completo  sviluppo  dei  sistemi  di  inibizione  del  dolore.  Pertanto  è
dimostrato che provino dolore in misura maggiore rispetto ai soggetti di età inferiore. Inoltre, molti
medici  rifiutano  la  somministrazione  di  analgesici  o  li  somministrano  in  modo  inadeguato  per  il
timore di gravi effetti collaterali possibili, quali la depressione respiratoria o l’ipotensione, ma l’uso
appropriato  di  qualsiasi  farmaco  analgesico  riduce  fortemente  i  rischi  suddetti.  Un’altre  falsa
affermazione  è  che  i  bambini  presentano  un  maggiore  rischio  di  assuefazione  o  di  mascheramento
dei sintomi di peggioramento. Non esiste alcuna ragione per negare una adeguata analgesia ad un
bambino. I miti e i dogmi del passato relativi al trattamento  del dolore in pediatria sono superati e
non  esiste  più  alcuna  valida  ragione  per  negare  analgesici.  I  bambini  sofferenti  sono  confusi,
spaventati e stremati: è nostro dovere mitigare la sofferenza. Vorremmo concludere riportando dei
versi tratti dal libro “Dalle parole non dette” di Kahlil Gibran:

…puoi dimenticare le persone con cui hai riso
mai quelle con cui hai pianto.

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