16/01/11
MANAGEMENT DELL’ACCESSO VENOSO
MANAGEMENT DELL’ACCESSO VENOSO
Il reperimento e l’incannulamento di un vaso periferico nel bambino è una procedura molto complessa che
sottintende un livello di preparazione pratica e teorica di tutto il personale sanitario. Il bambino, come è noto,
presenta delle proprie caratteristiche e peculiarità, alcune delle quali rendono le procedure assistenziali più difficoltose rispetto all’adulto.
Il bambino spesso adotta come unico mezzo di difesa il pianto ed il rifiuto allacollaborazione. Il timore di non riuscire a controllare e dominare gli eventi di cui è soggetto “ passivo”, lo pone in una situazione fisiologicamente oppositiva eleggendo istintivamente i propri cari a difensori della propria causa. Inoltre le differenze anatomiche, in rapporto alle diversità dell’età pediatrica, ostacola un approccio univoco dell’intervento assistenziale rendendo più impegnativo il reperimento di un accesso venoso. Basti pensare alla differenza del tessuto adiposo nel neonato e nel lattante rispetto al bambino, rendendo più difficoltoso l’apprezzamento e la visualizzazione del vaso da pungere.
LINK: MANAGEMENT DELL’ACCESSO VENOSO
14/01/11
Carta dei diritti del bambino in ospedale
Carta dei diritti del bambino in ospedale
PRESENTAZIONE
Il ricovero di un bambino in ospedale è sempre un fatto vissuto con una buona dose di ansia da parte dei genitori e dell'intero nucleo familiare.
Ma soprattutto rappresenta per il bambino una brusca, spesso dolorosa, a volte prolungata interruzione della propria vita quotidiana, un improvviso venire meno dei punti di riferimento cui ancorare la mente, il corpo, il cuore.
E' in questo momento che, per il bambino, la certezza dei diritti di cui dispone diventa determinante per riuscire a esprimere un atteggiamento disponibile, propositivo rispetto alla condizione di malattia e una attiva speranza di guarigione.
I bambini hanno diritti, anche in ospedale, e hanno diritto di conoscerli e di esercitarli a pieno titolo. Nel modo adatto a loro, s'intende!
In questo libro c'è una promessa solenne fatta dall'Associazione degli Ospedali Pediatrici italiani ai bambini: "Rispettiamo i vostri diritti anche in ospedale".
Per fare questo è necessario, non solo avere condiviso quali sono i diritti dei bambini in ospedale, ma impegnarsi a diffonderli sul territorio nazionale e verificare che corrispondano a criteri univoci d'accreditamento.
Paolo Morello Marchese
Presidente AOPI
1. Il bambino ha diritto al godimento del massimo grado raggiungibile di salute.
L’Ospedale si impegna alla promozione della salute del bambino già in epoca prenatale attraverso interventi educativi e di assistenza durante la gravidanza ed il parto. Il personale favorisce un sereno inserimento del neonato all’interno del nucleo familiare e promuove l’allattamento al seno.
L’Ospedale concorre ad attuare interventi di educazione sanitaria nei confronti del bambino e della famiglia, con particolare riferimento al sereno inserimento del neonato nel nucleo familiare e alla promozione dell’allattamento al seno, alla nutrizione, all’igiene personale e ambientale, e alla prevenzione degli incidenti e delle malattie.
La gestione delle convulsioni febbrili: le conoscenze degli operatori sanitari
La gestione delle convulsioni febbrili: le conoscenze degli operatori sanitari
La gestione del bambino con convulsioni febbrili (CF) risulta essere relativamente semplice, alla luce di quelle che sono le conoscenze prodotte nel corso degli anni.
Le Linee Guida pubblicate recentemente in letteratura suggeriscono in modo chiaro e con alti livelli di evidenza alcuni aspetti di conoscenza e di gestione delle CF, con particolare riferimento alla loro incidenza e ricorrenza, all’utilizzo dei clismi di diazepam in corso di crisi, alla inefficacia dei farmaci antipiretici nel prevenire la ricorrenza delle CF ed al ricorso o meno all’esame elettroencefalografico (EEG).
La forza delle evidenze disponibili ha suggerito l’opportunità di verificare lo stato attuale delle conoscenze e dei comportamenti da parte del personale sanitario (pediatri ospedalieri (PO), pediatri di libera scelta (PLS), specializzandi in pediatria (SP), infermieri pediatrici o di area pediatrica (IP)) in merito alle CF e le eventuali difformità su cui agire tramite apposite campagne di informazione.
Le Linee Guida pubblicate recentemente in letteratura suggeriscono in modo chiaro e con alti livelli di evidenza alcuni aspetti di conoscenza e di gestione delle CF, con particolare riferimento alla loro incidenza e ricorrenza, all’utilizzo dei clismi di diazepam in corso di crisi, alla inefficacia dei farmaci antipiretici nel prevenire la ricorrenza delle CF ed al ricorso o meno all’esame elettroencefalografico (EEG).
La forza delle evidenze disponibili ha suggerito l’opportunità di verificare lo stato attuale delle conoscenze e dei comportamenti da parte del personale sanitario (pediatri ospedalieri (PO), pediatri di libera scelta (PLS), specializzandi in pediatria (SP), infermieri pediatrici o di area pediatrica (IP)) in merito alle CF e le eventuali difformità su cui agire tramite apposite campagne di informazione.
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