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10/01/11

Terapia endovenosa

                                     Terapia endovenosa
Terapia endovenosa o Terapia IV è dare dei liquidi  o sostanze direttamente nella a vena. Può essere intermittente o continuo; la gestione continua è denominata gocciolamento endovenoso. La parola endovenoso significa semplicemente “all'interno della  vena“, ma è più comunemente usato riferirsi alla terapia del dispositivo di venipunzione. Le terapie somministrate per via endovenosa sono denominate spesso prodotti farmaceutici di specialità.
Rispetto ad altro vie di somministrazione, l'itinerario endovenoso è il senso più veloce per trasportare i liquidi ed i farmaci dentro il corpo. Alcuni farmaci, così come le trasfusioni di sangue possono essere dati soltanto per via endovenosa.       leggi LINK:


La Preghiera del Sorriso

ho ricevuto una E-mail da una amica che è rimasta molto contenta per i post delle preghiere.
certo questo blog che si occupa di infermieristica a 360 gradi non e proprio idoneo, ma un attimo di Riflessione e di raccoglimento non quasta. come suggerito dalla mia amica continuerò, anche su questa strada vedi post qui
la mia amica mi ha inviato una preghera scritta da lei che pubblico volentieri:

La Preghiera del Sorriso

A Te Maria SS Mediatrice,
Donna Gloriosa e Dolce Madre,
che fai brillare la “Luce delle Stelle” negli Occhi,
e splendere la “Gioia del Sole” nel Cuore
di chi ti Ama…

Dona a me la Grazia di “Curare il Sorriso
dei Cuccioli di Uomo che soffrono in Terra e
degli Angeli che volano in Cielo accanto a Te…

Lascia che il più tenero Sorriso a Te dedicato,
sia una piccola Goccia
che permetta alla Tristezza
di disperdersi nel
Mare della Vita

il tuo piccolo dottore
V. Z.



08/01/11

Manovre di disostruzione pediatriche secondo le linee guida internazionali

        Manovre di disostruzione pediatriche secondo le linee guida internazionali  
  La rianimazione cardiopolmonare fa parte di una vera e propria catena della sopravvivenza pediatrica che prevede una serie di passi da compiere, la prevenzione innanzitutto. Quando questa catena, che ha bisogno anche di un accesso prioritario al pronto soccorso pediatrico, viene rispettata le percentuali di sopravvivenza aumentano sensibilmente. In tal senso, i dati forniti dalla CRI sono al momento inquietanti, considerato che dei casi di arresto cardiaco pediatrico extraospedaliero la percentuale di sopravvivenza varia dal 2 al 10 per cento, e in tre casi su quattro il paziente paga comunque uno scotto in termini di danno neurologico. Secondo gli esperti della CRI, la causa è la mancata generalizzazione di una corretta procedura di rianimazione cardiopolmonare che si serva anche di strumenti tecnologici come i defibrillatori semiautomatici esterni (DAE).