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25/01/14

LEGGERE E CAPIRE GLI ESAMI DEL SANGUE






    CAPIRE GLI ESAMI DEL SANGUE
 Valori normali degli esami di laboratorio nei bambini leggi----- QUI

L’ABC degli esami di laboratorio
Tutte le analisi chimiche
Servono per valutare il corretto funzionamento dei vari metabolismi che si ritrovano nel nostro organismo, evidenziando in pratica come le varie sostanze chimiche vengono prodotte ed elaborate all'interno degli organi.

La lettura delle analisi del sangue va fatta dal vostro medico curante, che saprà leggere alla perfezione i dati. Dando uno sguardo agli esiti, però, potrete facilmente capire se è in corso qualcosa che non va, anche perché solitamente vengono inseriti anche i valori di riferimento che rientrano nella normalità. 

Glicemia
E' un valore (quello normale deve essere compreso tra 70 e 110 mg%) che serve per evidenziare il metabolismo degli zuccheri nel sangue
o a sospettare o meno la presenzaa di diabete. Il nostro organismo assume lo zucchero dai cibi, lo immagazzina sottoforma di glicogeno nel fegato e lo usa nei momenti di bisogno (meno durante il sonno, in quantità maggiore durante l'attività fisica).
Attraverso un sistema di regolazione ormonale legato prevalentemente all'insulina, il tasso di glicemia nel sangue deve rimanere abbastanza costante in tutto l'arco della giornata (intorno ai 100 milligrammi per 100 millilitri).
Quando si alza costantemente sopra i 140 milligrammi per 100 millilitri, siamo nel campo del diabete; quando invece si abbassa al di sotto di 100 milligrammi per 100 millilitri, ci si trova di fronte ad un'ipoglicemia (scarso zucchero nel sangue). Un innalzamento della glicemia sopra i valori normali, tuttavia, può essere anche un evento transitorio, specie se il suo valore si trova compreso tra i 100 ed i 140 milligrammi per 100 millilitri.
L'ipoglicemia si manifesta nell'organismo con:
o        stanchezza;
o        tremori;
o        crampi addominali;
specie quando il valore della glicemia è inferiore a 60.
Dopo i 45 anni. L'esame della glicemia deve essere effettuato a digiuno, mantenuto almeno dalla sera prima. Si tratta di un valore che si rileva estremamente utile in gravidanza (per scongiurare il pericolo di incorrere nel cosiddetto diabete gravidico) e dopo i 45 anni, specie se si è in sovrappeso e se si accusano sintomi come:
o        stanchezza;
o        aumento di sete;
o        aumento dell'appetito;
o        maggiore stimolo ad urinare.
Tutti segni di un possibile diabete nelle fasi iniziali.

Azotemia, creatinina
L'azotemia e soprattutto la creatinina sono valori importanti per evidenziare il funzionamento del rene. Si tratta di sostanze che derivano dalla distruzione cellulare (il "turnover" o rinnovamento delle cellule) e che vengono depurate solo dal rene.
L'urea serica /azotemia) è un prodotto di scarto del metabolismo delle proteine che il corpo assume con gli elementi: le proteine, mentre vengono trasformate in energia pronta per essere assimilata dall'organismo, rilasciano nel sangue l'urea, che viene appunto filtrata attraverso i reni.
La creatina, invece, è un prodotto di scarto dei muscoli e viene filtrata dai reni. Se il rene non funziona bene, non riesce a smaltire queste sostanze. Queste finiscono, di conseguenza, per accumularsi nel sangue. Un aumento dell'azotemia e della creatina (i valori normali sono per la prima da 10 a 50 mg per cento millilitri; per la seconda da 0,6 a 1,2 mg%), pertanto, evidenzia un cattivo funzionamento del rene e, in ultima analisi, un'insufficienza renale in atto, che è tanto più grave tanto più alti sono questi due valori nel sangue.
In questo ambito, bisogna ricordare che la creatina è un indice molto più preciso rispetto all'azotemia. Azotemia e creatina possono anche essere più basse della norma. Questo si verifica sostanzialmente:
o        nei bambini, perchè il loro metabolismo è ridotto,
o        nelle donne in gravidanza, perchè in questo caso è presente un maggiore assorbimento di acqua e quindi una maggiore diluizione di queste due sostanze nell'acqua contenuta nel sangue.
Cibo e farmaci. Il dato della creatina è specifico per il rene, per cui non viene influenzato dal tipo di dieta che si osserva. Al contrario, l'azotemia può risultare lievemente alterata nel caso in cui si osserva un'alimentazione troppo ricca di carne, insaccati ed uova. Alcuni farmaci, come gli antinfiammatori, se assunti in quantità massicce e per periodi prolungati, possono alterare i valori della creatinina perchè influiscono sulla funzionalità renale. Anche un abuso di caramelle alla liquirizia può fare innalzare i livelli della creatininemia.

Uricemia
L'uricemia indica le concentrazioni nel sangue di acido urico. Con questo esame si valuta il prodotto finale del metabolismo degli acidi nucleici, ovvero il risultato delle trasformazioni chimiche delle sostanze che compongono il nucleo delle cellule. Le cellule, infatti, nel loro continuo rinnovarsi all'interno dell'organismo, producono l'acido urico che viene rilasciato nel siero del sangue.
Conoscere il valore dell'uricemia, pertanto, è fondamentale per valutare la funzionalità del metabolismo cellulare e, in ultima analisi, lo stato di salute dell'organismo. Nell'uomo, il valore normale è compreso tra 3,7 e 7 mg %; nella donna, tra 2,4 e 5,7 mg %. L'acido urico può aumentare generalmente:
o        per un'esasperata distruzione delle cellule (tumori). In questo caso, i livelli possono superare i 20 mg %;
o        perchè alcune persone hanno geneticamente un aumento dell'acido urico. In questo caso, l'acido urico può precipitare nelle vie urinarie e favorire la formazione di calcoli.
L'elevata concentrazione di questo acido, infatti, può far perdere all'acido stesso la sua consistenza liquida e trasformarlo in microcristalli. Questi tendono a depositarsi a livello delle articolazioni, ma soprattutto a livello delle vie urinarie, diventando veri e propri calcoli. Esistono farmaci in grado di normalizzare questi valori geneticamente alti. Un'elevata uricemia può anche nascondere un problema renale e l'esame va allora integrato con altri test. Se invece l'uricemia è troppo bassa, si può ipotizzare una carenza di proteine animali nella dieta.
Non variare la dieta. Prima dell'esame, occorre rimanere a digiuno almeno dalla sera prima. Non è invece necessario (anzi è controproducente) prepararsi all'esame modificando le proprie abitudini alimentari. Chi è abituato a mangiare tutti i giorni carne deve continuare a farlo anche la settimana dell'esame.

Bilirubina
La bilirubina è un valore del sangue che serve per valutare la funzionalità del fegato. In condizioni normali deve essere inferiore a 1 mg/dl. Si tratta di quel pigmento giallo che colora la parte liquida del sangue, il siero. Se si prende il sangue e lo si centrifuga, una parte corpuscolare (formata dai globuli rossi e bianchi) sedimenta, cioè va a fondo, e in superficie si raccoglie una sostanza giallognola liquida che si chiama siero o plasma. Il pigmento che colora di giallo il siero è la birilubina. La birilubina è una sostanza che deriva dalla distruzione dei globuli rossi. i globuli rossi nascono nel midollo, vivono circa 120 giorni e poi vengono distrutti. Il pigmento di colore giallo che deriva dalla distruzione è, appunto, la birilubina.
Questa passa nel sangue, viene captata dal fegato ed infine viene espulsa con la bile. Se troppi globuli rossi vengono distrutti, la birilubina aumenta; ma questo valore può anche aumentare quando il fegato lavora male oppure quando le vie biliari sono ostruite. Poichè le cause dell'innalzamento di questo valore sono molte, l'esame del sangue consente di capire quale organo è direttamente coinvolto in tale alterazione. La birilubina viene infatti veicolata (cioè "guidata") nel sangue da alcune proteine e portata da questa al fegato. Quindi:
o        se molti globuli rossi vengono distrutti, aumenta questa birilubina veicolata che si chiama "birilubina non coniugata o indiretta";
o        se invece aumenta la birilubina dopo che è stata captata dal fegato e scesa nelle vie biliari, il problema non è nella distruzione dei globuli rossi bensì nel cattivo funzionamento del fegato o nell'ostruzione delle vie biliari (calcoli o carcinoma del pancreas). In quest'ultimo caso, aumenta la "birilubina coniugata o diretta".
Il giallo negli occhi. I neonati possono avere un aumento della birilubina intorno ai 7,8 mg/dl: questo valore è però destinato a scomparire dopo alcune ore o dopo qualche giorno. Se invece nei bimbi appena nati, il valore supera i 12-13 mg/dl, è il caso di eseguire una visita più approfondita dal momento che la birilubina tende a concentrarsi in alcune zone del cervello, provocando danni neurologici. Nell'adulto, la birilubina alta (quando supera i 2 mg) si deposita facilmente a livello del bianco degli occhi, dal momento che questa zona è ricca è ricca di elastina, una proteina che si lega facilmente alla birilubina. In questo caso, gli occhi diventeranno più "gialli" del normale (sub-ittero). Se la birilubina supera i 3 mg, si ha un ittero vero e proprio e si colora di giallo tutta la pelle. L'esame per valutare la birilubina deve essere di norma effettuato a digiuno, almeno dalla sera prima.

Le gamma GT
Si tratta di una valore che serve per determinare la funzionalità delle vie biliari e del fegato. le Gamma GT sono enzimi che si trovano nel fegato e nelle vie biliari. i valori normali sono compresi tra 2 e 38 UI/L. Quando è presente un'ostruzione delle vie biliari, le Gamma GT aumentano. Tuttavia, aumentano anche in presenza di un danno al fegato e persino se la persona, la sera prima del prelievo, ha bevuto alcool, anche in quantità modesta. Si tratta di un valore che non ha una valenza precisa, ma che va considerato insieme alla transaminasi e alla birilubina per confermare un malfunzionamento dell'albero biliare.

Transaminasi
Le transaminasi rappresentano, più che la birilubina, un valore estremamente utile a valutare il corretto funzionamento del fegato. Quello che non molti sanno è che le transaminasi possono anche indicare lo stato di salute del cuore e dell'apparato scheletrico. Si tratta di sostanze enzimatiche (proteine) che stanno all'interno delle cellule del fegato. Si dividono in:
o        "transaminasi GPT, o ALT" (che riguardano il fegato);
o        "transaminasi GOT o AST" (che riguardano invece il cuore e lo scheletro).
Poichè si trovano all'interno della cellula del fegato, se questa cellula è alterata, le transaminasi GPT aumentano (dovrebbero essere tra 10 e 40 UI/L per gli uomini e tra 5 e 35 per le donne), perchè fuoriescono dalla cellula e vanno nel sangue. Un loro aumento molto marcato (fino a 2000) indica un'epatite acuta in atto. Se l'aumento è minore ma costante (100-200), indica la presenza di un'epatite cronica. Se ancora si ha un aumento transitorio (tra i 70 e i 100), questo può essere causato da un'intossicazione del fegato provocato da un abuso di farmaci o di bevande alcoliche, che può essere temporaneo. Le transaminasi GPT danno l'esatta valutazione della gravità dell'alterazione epatica: per tale motivo, possono considerarsi un valore di estrema importanza ed utilità.
Le transaminasi del cuore e dello scheletro (o GOT) dovrebbero essere comprese tra 10 e 45 UI/L per gli uomini e tra 5 e 30 per le donne. Un aumento del GOT può essere indice, oltre che un'alterazione epatica, anche di una sofferenza o di una lesione del muscolo cardiaco, tanto più grave tanto più questo valore risulta alterato, oppure di alterazione di quei muscoli che coordinano i movimenti dello scheletro.
La prescrizione. L'esame delle transaminasi viene prescritto di routine, ma spesso viene richiesto per tenere sotto controllo un fegato intossicato da cattive abitudini di vita: troppi farmaci o troppe bevande alcoliche favoriscono infatti le alterazioni epatiche. Prima del prelievo è opportuno restare a digiuno, possibilmente dalla sera prima; ma se si assumono farmaci, è meglio non sospenderli: in questo modo, i risultati saranno più veritieri ed esprimeranno come i farmaci agiscono sul fegato.

Amilasi
Le amilasi (cioè le sostanze che hanno il compito di scindere gli zuccheri contenuti, per esempio, nel pane o nella pasta) rappresentano un valore utile per verificare la funzionalità del pancreas, un organo deputato alla produzione di enzimi che aiutano la digestione. Tra questi ci sono le amilasi. Quando il pancreas si altera molto e si ammala, le amilasi aumentano in modo significativo (dovrebbero essere al di sotto di 160 UI/L).
L'amilasi tuttavia è un insieme di sostanze presenti anche a livello delle ghiandole salivari, dell'intestino e delle tube dell'apparato genitale femminile. Pertanto, quando c'è un'amilasi alta, bisogna andare a vedere che tipo di amilasi è aumentato, in modo da valutare in quale distretto dell'organismo è presente il problema. Per far ciò, si ricorre al cosiddetto "dosaggio degli isoenzimi", cioè dei vari enzimi che compongono la famiglia delle amilasi. Tra questi, è importante ricercare il valore delle amilasi pancreatiche (che dovrebbe essere compreso tra i 17 e i 115 UI/L). Se questo valore supera la norma, si può sospettare sempre un'infiammazione acuta del pancreas (pancreatite); se invece sono molto bassi, indicano una pancreatite che ormai si è cronicizzata e quindi una scarsa funzionalità del pancreas.
Non bere alcolici. L'esame delle amilasi dovrebbe essere seguito a digiuno. Se viene richiesto di urgenza ed il malato ha mangiato e bevuto, lo si deve riferire al proprio medico. Non si deve assolutamente nascondere al medico se la sera prima del prelievo si è bevuto alcool: il valore delle amilasi infatti può in questo caso aumentare significativamente e confondere la diagnosi.

Il CPK (per controllare i muscoli)
Analizza gli enzimi presenti all'interno delle fibre muscolari. Il valore di questo indice serve ad evidenziare le alterazioni a livello dei muscoli. Il CPK (il cui valore normale è compreso tra 33 e 194 UI/L) è altissimo nelle distrofie muscolari congenite, ma può anche aumentare in seguito ad attività fisica eseguita senza adeguato allenamento preliminare. l CPK può anche essere utile per indagare su possibili alterazioni della funzionalità del cuore.

La fosfatasi alcalina (per le ossa)
Si tratta di un valore che rappresenta un pò la "prova del nove" per vedere se c'è effettivamente un danno alle vie biliari. Inoltre è un indice per la valutazione di problemi alle ossa. I suoi valori, nella norma, dovrebbero essere compresi tra 73 e 207 UI/L. Si tratta di una sostanza (enzima) che si trova nelle vie biliari. Un suo aumento, insieme all'aumento di transaminasi, birilubina e Gamma GT, può quasi sicuramente decretare la presenza di un'alterazioni delle vie biliari. La fosfatasi alcalina, però, è una sostanza che si trova anche a livello delle ossa. Un aumento di questo valore può quindi indicare anche una malattia delle ossa (osteoperosi o anche semplici fatture).
Per capire meglio
- Glicemia
Se >: diabete; se <: ipoglicemia="" span="">

da 70 a 110 mg %
- Azotemia
Se <: insufficienza="" renale="" span="">

da 10 a 50 mg %
- Creatinina
Se <: insufficienza="" renale="" span="">

da 0,6 a 1,2 mg %
- Uricemia
Se >: calcolosi, tumori;
se <: animali="" carenza="" di="" proteine="" span="">

Uomo: da 3,7 a 7 mg %
Donna: da 2,4 a 5,7 mg %
- Birilubina
Se >: alterazioni del fegato

da 0 a 1 mg/dl
- Transaminasi
Se >: epatite, malattie del cuore

fino a 40 UI/L
- Gamma GT
Se >: malattie alle vie biliari

da 2 a 38 UI/L
- Fosfatasi Alcalina
Se >: malattie alle vie biliari

da 73 a 207 UI/L
- Amilasi
Se >: alterazioni al pancreas

fino a 160 UI/L
- CPK
Se >: alterazioni del fegato

da 33 a 194 UI/L

Colesterolo e trigliceridi
Il dosaggio del colesterolo, insieme all'esame dei trigliceridi, è il test più utile in assoluto per conoscere lo stato del metabolismo dei grassi, ovvero, di quel complicato processo che trasforma gli alimenti in energia. Solitamente questi due esami sono consigliati a tutti, ma in particolar modo si rivelano utili nelle persone che soffrono di arteriosclerosi, ovvero l'alterazione che predispone all'insorgenza di infarto o di ictus.

Quello totale
Il colesterolo è una sostanza essenziale, che rappresenta la base chimica per la sintesi di alcuni ormoni ed entra in gioco anche come "mattone" nella formazione di tutte le membrane delle cellule. Il livello di colesterolo nel sangue dipende da quello che si mangia; tuttavia è necessario sfatare la convinzione che se una persona digiuna la sera prima del prelievo, il suo colesterolo, sul referto, risulta basso. Il colesterolo è infatti abbastanza stabile e per farlo abbassare in modo significativo, è necessario rispettare una dieta ristretta (e soprattutto povera di grassi animali) per almeno una ventina di giorni. Il colesterolo totale, se supera il valore di 200, diventa un fattore di rischio per l'arteriosclerosi, quindi per l'infarto e l'ictus.

L'HDL
Il colesterolo non è tutto uguale. Tutti i grassi sono presi nel sangue da proteine che li portano ai vari organi. Le proteine HDL sono costituite da molecole con una struttura molto grande. Tali dimensioni consentono loro di "spazzare" fisicamente le arterie e di ripulire dai depositi arteriosclerotici. Inoltre, le HDL hanno la funzione di riportare il colesterolo al fegato, quindi di sottrarlo al sangue. Il colesterolo HDL è quindi molto utile, ed è importante che il suo livello sia alto (maggiore di 35 mg/dl %). Una persona infatti che ha un colesterolo totale alto, ma un HDL a un livello significativo non è a rischio quanto una persona che, insieme a un colesterolo totale alto, presenta anche un abbassamento dell'HDL (al di sotto di 35). Colesterolo totale e HDL sono quindi due valori da mettere in strettissima relazione. E' ormai dimostrato a livello scientifico che mezzo bicchiere di vino rosso a pasto favorisce l'aumento del colesterolo HDL.
Non serve la dieta. L'esame del colesterolo deve essere eseguito a digiuno almeno dalla sera prima. Non bisogna inoltre modificare la propria dieta nel periodo precedente all'esame: prima di tutto perchè non influirebbe sul valore del colesterolo e secondariamente perchè se la dieta si protrae per più di tre settimane prima del prelievo, si otterrebbe una modifica del valore che renderebbe il prelievo "falso". Se si è abituati a mangiare troppi grassi, quindi, bisogna continuare a farlo anche prima dell'esame in modo che il risultato dia una risposta corretta del proprio stile di vita. Sarà poi il medico a decidere, in base al referto, se sia necessario o meno modificare la propria dieta e soprattutto a consigliare gli alimenti giusti.

La "scorta"
I trigliceridi (che dovrebbero andare da 40 a 170 mg/dl) sono sostanze grasse che rappresentano la scorta adiposa dell'organismo. A differenza del colesterolo, che serve anche a costruire le cellule, essi hanno la sola funzione di "scorta" a medio ed a lungo termine, dal momento che non forniscono immediatamente energia (come il glucosio), ma vengono utilizzati solo nei momenti di emergenza, quando, cioè, l'organismo ha bisogno di energie. Una loro carenza, quindi, non sottintende disturbi seri, come quando è insufficiente il glucosio, ma indica soltanto il periodo di denutrizione. I trigliceridi entrano nell'organismo insieme ai cibi (soprattutto burro, insaccati e formaggi grassi) e non appena l'intestino li assorbe, vengono catturate da particolari proteine, i chilomicroni, e trasportati al fegato e al tessuto adiposo per essere immagazzinati. Nel momento in cui l'organismo ha bisogno di energie, altre proteine (chiamate Vldl) intaccano le scorte e trasportano i trigliceridi in circolo. Solitamente un aumento dei trigliceridi denota un tipo di alimentazione troppo ricca di grassi; tuttavia (e questo vale anche per il colesterolo) il livello dei trigliceridi può essere elevato indipendentemente dal tipo di dieta. Questo dipende da una predisposizione genetica ad avere i trigliceridi o il colesterolo elevati. I trigliceridi sono stati fino a poco tempo fa piuttosto sottovalutati. Oggi, invece, si sa che, se un loro aumento si associa a forti diminuzioni di colesterolo HDL, rappresentano anch'essi fattori di rischio per infarto e ictus.
12 ore di digiuno. I trigliceridi sono valori molto influenzabili dall'alimentazione immediatamente precedente al prelievo. Se si mangiano cibi grassi nei giorni che precedono l'esame, è possibile che il livello dei trigliceridi si riveli alto. Anche l'alcol sortisce questo effetto. Prima dell'esame, quindi, è consigliabile il digiuno dalla sera prima.
L'arteria sana

Quando il livello di colesterolo nel sangue è normale, le pareti delle arterie sono libere da depositi pericolosi e il flusso sanguignoè regolare.

La formazione del grasso

Se il grasso nel sangue raggiunge concentrazioni elevate, sulle pareti arteriose si formano pericolosi depositi che riducono il diametro ostacolando il normale scorrimento del sangue. I fattori che amplificano gli effetti dell'ipercolesterolemia sono: fumo, scarsa attività fisica, ipertensione.


L'arteria occlusa

L'arterosclerosi, il "tappo" di grasso che può arrivare a occludere le arterie, è causa di pesanti disturbi e malattie cardiovascolari, come ictus, infarto miocardico, paresi e insufficienza renale. Per evitare che il livello di colesterolo raggiunga livelli pericolosi si può agire con dieta sport e farmaci.




Per capire meglio
- Colesterolo totale
Se >: arteriosclerosi

fino a 200 mg/dl %
- Colesterolo HDL
Se <: ictus="" infarto="" span="">

> di 35 mg/dl %
- Trigliceridi
Se >: infarto, ictus

da 40 a 170 mg/dl %


 Quante proteine ci sono
L'elettroforesi del siero misura la quantità totale delle proteine presenti nel siero del sangue. Le proteine del siero sono importantissimi valori, che possono mettere in luce un gran numero di malattie. La maggior parte di queste proteine viene prodotta dal fegato e alcuni tipi di proteine vengono rilasciate nel sangue da cellule del sistema immunitario, cioè il sistema delle difese naturali dell'organismo. Vengono individuate in particolare sei famiglie di proteine del siero:
o        Albumina (da 50,1 a 69,3): l'albumina è quella proteina che ha la funzione di mantenere costante la pressione osmotica del sangue. In pratica, trattiene i liquidi all'interno dei vasi sanguigni e trasporta in circolo alcune sostanze, come la birilubina, gli ormoni ed alcuni farmaci. Si tratta di una proteina prodotta dal fegato; se diminuisce fortemente, quindi, la causa può essere una denutrizione, una disidratazione oppure una malattia del fegato (cirrosi);
o        Alfa 1 globuline (da 2 a 3,5%): sono proteine prodotte dal fegato ed indicano se è presente un alterato ricambio cellulare. Se aumentano, è presente un'infiammazione;
o        Alfa 2 globuline (da 6,1 a 11,2%): anche queste sono proteine prodotte dal fegato. Se aumentano indicano un processo infiammatorio in corso;
o        Beta globuline (da 6,3 a 12,1%): alcune beta globuline hanno il compito di trasportare il ferro al sangue; la loro produzione viene quindi stimolata quando nell'organismo il ferro è in scarsa quantità. Aumentano quindi nell'anemia da carenza di ferro e nella gravidanza;
o        Gammaglobuline (da 9,8 a 20%): le gammaglobuline sono prodotte dalle cellule del sistema di difesa naturale dell'organismo. Essendo rappresentate dagli anticorpi, se aumentano, le cause possono essere generalmente: a) un'infezione acuta o cronica; b) la presenza di un tumore del sangue; c) cirrosi epatica (se accompagnata da diminuzione dell'albumina).
Le proteine totali, invece, devono variare normalmente da 6,50 a 8,50.
Gli antibiotici
L'elettroforesi del siero è un esame che deve essere effettuato a digiuno. Alcuni farmaci, tra cui soprattutto alcuni antibiotici, possono interferire con i valori dell'albumina, dal momento che questa sostanza ha il compito di veicolare le diverse sostanze all'interno dell'organismo. Se dunque si sta seguendo una cura con antibiotici, occorre avvisare sempre il suo medico curante.
Per capire meglio
- Alfa 1 globuline
Se >: infiammazioni

da 2 a 3,5%
- Alfa 2 globuline
Se <: infiammzioni="" span="">

da 6,1 a 11,2%
- Beta globuline
Se <: anemia="" span="">

da 6,3 a 12,1 %
- Gammaglobuline
Se >: infezioni, tumori

da 9,8 a 20%
- Albumina
Se <: denutrizione="" span="">

da 50,1 a 69,3%

I minerali ed i metalli
L'esame degli elettroliti (sodio, potassio e cloruri) ha lo scopo di valutare l'equilibrio dell'acqua all'interno dell'organismo. Il corpo umano, infatti, è composto per 60-70 per cento di acqua che è distribuita in quantità diverse nelle cellule, nel sangue e negli spazi tra una cellula e l'altra. Si tratta di una distribuzione che deve necessariamente essere equilibrata. Questo equilibrio è evidenziato dagli elettroliti.
Sodio e potassio
Sono metalli che si trovano distribuiti all'interno del sangue. Il sodio, il cui valore dovrebbe andare da 135 a 146 mEq/l. è uno dei principali componenti del plasma ed ha un ruolo fondamentale per mantenere in equilibrio i liquidi che si trovano all'esterno delle cellule. Esso è presente nella parte liquida (siero). Viene introdotta nell'organismo attraverso i cibi (sale da cucina) ed eliminato con le urine, il sudore e le feci. Il potassio (il cui valore è compreso tra 3,6 e 5 mEq/l) ha come sede l'interno della cellula, mentre nel siero del sangue la sua presenza è minima. Il potassio regola la contrazione e la funzionalità delle cellule muscolari presenti nel corpo, cuore compreso. Una situazione con molto sodio e poco potassio indica che si è ridotta la parte liquida del sangue e questo si manifesta con alterazioni delle membrane cellulari, che comportano anch'esse modificazioni a livello muscolare.
Cura nel prelievo. L'esame degli elettroliti deve essere eseguito a digiuno almeno dalla sera prima. E' inoltre importante che il prelievo venga eseguito con cura, senza aspirare troppo forte con la siringa. Infatti, una manovra troppo violenta potrebbe rompere i globuli rossi, all'interno dei quali si trova il potassio, in questo modo, questa sostanza risulterebbe in eccesso.
Ferro (sideremia)
Il ferro è un minerale molto importante per la salute dell'organismo. Tra le altre funzioni, serve anche a trasportare l'ossigeno dai polmoni ai tessuti attraverso l'emoglobina, il pigmento rosso del sangue. Il ferro si "muove" nel corpo grazie ad altre sostanze, le proteine, che lo catturano e lo depositano nei tessuti oppure lo mettono in circolo. La perdita di ferro si ha solitamente a emorragie (anche lievi, come il ciclo mestruale delle donne). Tuttavia, il valore del ferro è piuttosto subdolo. E' alto al mattino, basso la sera e varia molto a seconda della condizione dell'individuo in quello specifico momento: quello normale, comunque, dovrebbe andare generalmente da 37 a 147 ug/dl. Per ottenere risultati più precisi, bisogna quindi dosare un'altra sostanza, la ferritina. Se questa si abbassa, significa che i depositi di ferro sono molto scarsi.
Per capire meglio
- Sodio
Se <: alterazioni="" muscolari="" span="">

da 135 a 146 mEq/l
- Potassio
Se <: alterazioni="" muscolari="" span="">

da 3,6 a 5 mEq/l
- Ferro
Se <: alle="" emorragie="" span="" tendenza="">

da 37 a 147 ug/dl

Le infiammazioni
Gli esami del sangue possono rilevarsi utili anche per scoprire un processo infiammatorio oppure un'infezione.
Ves
La "velocità sedimentazione emazie" (Ves) è un valore che indica la presenza di un'infezione o di un'infiammazione in atto (come un mal di gola, una bronchite, un ascesso). Quanto più la Ves è elevata, tanto maggiore è il livello di infezione di cui la persona soffre. Non si tratta, tuttavia, di un valore molto preciso: la Ves può essere "normale" (cioè inferiore a 20 mm) anche se l'infezione è già in atto, oppure può risultare elevata quando ormai si è già guariti. E' quindi necessario anche il parere del medico.
Proteina C reattiva
La proteina C reattiva è l'indice infiammatorio per eccellenza, più preciso della Ves, che aumenta non appena ci si ammala e che si normalizza immediatamente dopo la guarigione: da 1 a 10 indica che è in corso un'infiammazione lieve; se supera i 10 è il segnale che l'infiammazione è estesa.
Il "titolo"
Un tempo erano molto diffuse alcune infezioni alla gola che potevano provocare alterazioni a livello articolare e soprattutto delle valvole cardiache. L'unico test specifico per sapere se vi era una di queste infezioni era il titolo antistreptolisinico, che risulta normale se inferiore a 200. Tuttavia questo valore indica solo se c'è stata un'infezione della gola ma non dice nulla sulle sue complicazioni.
Per capire meglio
- Ves
Se >: infezioni, infiammazioni

da 0 a 20 mm
- Proteina C reattiva
Se positiva: infezioni, infiammazioni;
se negativa: normalità

da 1 a 10: infiammazione acuta lieve
sopra 10: infiammazione acuta ed estesa
- Titolo antistreptolisinico
Se >: infezioni alla gola particolare che
però non indica la malattia reumatica

fino a 200

La coagulazione
I test della coagulazione del sangue sono utili per tenere sotto controllo l'insieme dei processi che impediscono al sangue di fuoriuscire in modo eccessivo nel caso di ferite o emorragie. Si tratta di esami che vengono solitamente richiesti prima di un intervento chirurgico, in caso di alcune malattie del sangue (come per esempio l'emofilia) oppure semplicemente come check-up.
Proteine riparatrici
Il tempo di protrombina (PT) e quello di tromboplastina (Tempo di Quick o PTT) sono valori che servono per misurare la capacità di coagulazione del sangue. La coagulazione è quel processo che si innesca nel momento in cui c'è la rottura di uno o più vasi sanguigni e che, attraverso un sistema complesso che coinvolge le piastrine e alcune sostanze che formano un reticolo, blocca l'emorragia. Questo delicato meccanismo di riparazione della rottura dei vasi è svolto da sostanze che si chiamano "proteine della coagulazione". Il tempo di protrombina (quello normale va da 70 a 120 %) e il tempo di protoplastina parziale (da 25 a 40 secondi) valutano l'efficienza di tale proteine nel meccanismo di riparazione e di coagulazione. Se questi valori risultano alterati, sia in positivo che in negativo, indicano comunque difficoltà nella coagulazione, che devono essere valutate dal proprio medico.
Antitrombina III
E' un fattore che permette di contrastare la coagulazione. Poichè certe situazioni ormonali (come per esempio l'assunzione della pillola anticoncezionale) determinano un'iperattività della coagulazione del sangue, è importante che questo indice di contrasto sia a livelli nella norma (da 80 a 120 %). Nel caso contrario, aumenterebbe il rischio di possibili ictus celebrali.

Per capire meglio
- Tempo di protrombina
Se diverso: alterazioni della coagulazione

da 70 a 120 %
- Tempo di protoplastina parziale
Se diverso: alterazioni della coagulazione

da 25 a 40 secondi
- Antitrombina III
Se diverso: rischio di ictus

da 80 a 120 %


Così si legge il dosaggio ormonale
Il dosaggio ormonale è un esame che serve per individuare la quantità degli ormoni presente nell'organismo e il funzionamento delle ghiandole endocrine. L'equilibrio ormonale è indispensabile al corretto funzionamento del nostro corpo e, se viene a mancare, le conseguenza sono spesso pericolose (ipertiroidismo, ipotiroidismo, infertilità, mancanza di mestruazioni). Gli ormoni, infatti, sono sostanze che intervengono nella regolazione del metabolismo dell'organismo umano.
Quasi tutto il sistema endocrino può essere considerato come una piramide, al vertice della quale sta l'ipofisi. Questa ghiandola produca molti ormoni, alcuni dei quali hanno il compito di intervenire su altre ghiandole (tiroide, surrenale, ovaie, testicoli).
Se l'equilibrio ormonale si altera, il dosaggio ormonale è l'analisi in grado di individuare come si è alterato.
L'ipofisi
E' una ghiandola endocrina situata in un vano posto alla base della scatola cranica (sella turcica). L'ipofisi secerne:
o        ormone somatotropo (GH), promuove e regola la crescita somatica e scheletrica. In presenza di tumori o gravi lesioni può essere carente e determinare nanismo, oppure in eccesso e determinare gigantismo nei bimbi, acromegalia (allungamento delle ossa) negli adulti;
o        prolattina (PRL), predispone le mammelle all'allattamento e lo rende possibile. I livelli dell'ormone si elevano nel sangue durante la gravidanza e l'allattamento, oppure nel caso di alcune sollecitazioni (tumori, lesioni all'ipofisi, azioni fisiologiche come un intenso esercizio fisico o assunzione di alcuni farmaci);
o        ormone tireotropo (TSH), che regola lo sviluppo e l'attività della tiroide (vedi Tiroide). Stimola il rilascio degli ormoni tiroidei (T4 e T3) e i processi metabolici;
o        ormone follico-stimolante (FSH), agisce nelle donne nella crescita e nella maturazione del follicolo ovarico, e per l'uomo nella produzione di spermatozoi nei testicoli. La sua insufficienza può causare, tra l'altro, infertilità;
o        ormone luteinizzante (LH), la sua presenza è necessaria per esercitare un effetto massimale su ovaie e testicoli. Nella donna stimola l'ovulazione e mantiene la produzione di progesterone; nell'uomo regola la secrezione di testosterone. Anche per questo ormone un'insufficiente produzione può causare, tra l'altro, sterilità;
o        ormone adrenocorticotropo (ACTH), regola la struttura e la funzione della corteccia surrenale stimolando la secrezione di corticosteroidi e di androgeni (vedi Ghiandole surrenali)
Tiroide
Si tratta di una ghiandola situata in corrispondenza della base del collo. Produce due ormoni:
o        tiroxina (T4);
o        tri-iodotiromina (T3).
La loro azione regola il metabolismo dell'organismo umano. Una secrezione eccessiva di questi ormoni porta all'ipertiroidismo (o morbo di Basedow, caratterizzato da dimagrimento, tachicardia, disturbi oculari); insufficiente all'ipotiroidismo (caratterizzato da obesità o cretinismo); anormale ad alcune forme di gozzo congenito (volume eccessivo della tiroide). In alcuni casi può esserci gozzo anche con una normale funzionalità tiroidea.
Testicoli
Sono due ghiandole responsabili prevalentemente della produzione di testosterone, l'ormone deputato allo sviluppo dei caratteri sessuali del maschio e del formarsi dell'istinto sessuale. In caso di ridotta produzione ormonale possono verificarsi ipogonadismo (ridotta funzionalità dei testicoli), infertilità e impotenza.
Ghiandole surrenali
Sono due ghiandole che sormontano entrambi i reni. Secernono molti ormoni, tra cui:
o        cortisolo, regola il metabolismo del glucosio, la circolazione sanguigna e la pressione arteriosa, In eccesso può portare al morbo di Cushing; in difetto, invece, alla malattia di Addison;
o        aldosterone, favorisce la ritenzione di iodio e l'escrezione di potassio. In dosi eccessive porta all'ipertensione arteriosa e all'alterazione nell'equilibrio sodio-potassio.
Ovaie
Sono due ghiandole situate a destra e a sinistra dell'utero. Le ovaie hanno due funzioni fondamentali (strettamente legate tra loro, tanto che si alternano in cicli di 28 giorni): produzione e maturazione dei follicoli (che portano all'ovulazione); e secrezione di ormoni:
o        ormoni estrogeni (estradiolo). Sono responsabili dell'estro nella donna adulta (il periodo di fecondità), della crescita e maturazione sessuale nelle donne, e della maturazione della mucosa uterina (alla quale concorre anche il progesterone) indispensabile per l'impianto dell'ovulo fecondato e per portare a termina la gravidanza. Un'insufficienza di questi ormoni può portare anche all'infertilità;
o        progesterone, prodotto dal corpo luteo, la struttura che si forma nell'ovaio nel punto di rottura di un follicolo. Predispone la mucosa uterina ad accogliere l'ovulo fecondato. Non deve mancare durante la gravidanza perchè gioca un ruolo fondamentale nella conservazione del complesso utero-placenta-feto e nello sviluppo del feto.
Per capire meglio
- Somatotropo GH

da 0,1 a 10 ng/ml
- Prolattina PRL

maschio: da 1,8 a 20 ng/ml
femmina: da 1,8 a 25 ng/ml
- Tireotropo TSH

da 0,3 a 4,2 mcUl/ml
- Follicolo stimolante FSH

Uomo: da 1 a 10,5 mUl/ml
Fase follic.: da 2,4 a 9,3 mUl/ml
Picco ovulat.: da 3,9 a 13,3 mUl/ml
Fase luteale: da 0,6 a 8 mUl/ml
Menopausa: da 31 a 134 mUl/ml
- Adrenocorticotropo ACTH

mattino: da 11 a 60 pg/ml
sera: da 5 a 35 pg/ml
- T3

da 70 a 170 ng/dl
- T4

da 5 a 12 mcg/dl
- Testosterone

maschio prepub.: da 15 a 200 ng/dl
maschio adulto: da 280 a 1000 ng/dl
femmina: da 20 a 100 ng/dl
- Luteinizzante LH

maschio: da 1 a 8,4 mUl/ml
fase follic.: da 1,6 a 9,3 mUl/ml
Picco ovulat.: da 13,8 a 71,8 mUl/ml
Fase luteale: da 0,5 a 12,8 mUl/ml
Menopausa: da 15 a 64 mUl/ml
- Cortisolo

mattino: da 7 a 25 mcg/dl
sera: da 2 a 9 mcg/dl
urine nelle 24h: da 3 a 15 mcg/24h
- Aldosterone

clinostatismo: da 1,2 a 15 ng/dl
ortostatismo: da 7 a 35 ng/dl
urine nelle 24h: da 3 a 15 mcg/24h
- Estradiolo

maschio: da 0,5 a 3,5 ng/dl
fase foll. iniz.: da 0,5 a 3,5 ng/dl
picco preovul.: da 11,5 a 40 ng/dl
fase lut. centr.: da 5 a 27 ng/dl
- Progesterone

maschio: da 0,20 a 0,70 ng/ml
fase follic.: da 0,20 a 1,50 ng/ml
fase luteale: da 6 a 18 ng/ml


ACE
Enzima che converte l'angiotensina (una proteina presente nel sangue) dalla forma inattiva (angiotensina I) in quella attiva (angiotensina II) che restringe i vasi del sangue
Valori di riferimento 6-12 microgrammi/l.
Valori superiori possono essere determinati da cirrosi epatica, da ipertiroidismo, da nefropatie, da sarcoidosi.
 
ACIDO FOLICO
Vitamina essenziale per la produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo. E' presente nei diversi alimenti, soprattutto fegato, latte, uova e nelle verdure crude.
Valori di riferimento :3-20 microgrammi (mcg)/l.
Valori superiori possono essere determinati da una dieta vegetariana.
Valori inferiori possono essere associati a agranulocitosi, determinati da alcolismo, da anemia, da cirrosi epatica, da epatite cronica evolutiva, da gravidanza, da insufficienza renale cronica, da malnutrizione, da neoplasia maligna, da uso di chemioterapici (farmaci attivi contro le cellule tumorali) e di estroprogestinici (associazioni di ormoni che entrano nella composizione della pillola antifecondativa).
 
ACIDO LATTICO
Acido debole che viene prodotto dalle cellule durante la degradazione anaerobica (processo chimico che avviene in assenza di ossigeno) del glucosio.
Il contenuto normale oscilla tra i 5-18 mg/ml di sangue.
Un suo aumento è determinato da varie cause : alcolismo, anemia, cirrosi epatica, da diabete, eccessi sportivi, insufficienza renale cronica, shock.
 
ACIDO URICO
La presenza di acido urico nel sangue è detta uricemia. E' un prodotto di scarto del metabolismo e dovrebbe essere espulso dal corpo, attraverso i reni, nell'urina. Se ciò non avviene, nel sangue aumenta il tasso di acido urico.
Valori di riferimento : maschi 3,2-8,1 mg/100 ml; femmine 2,2-7,1 mg/100 ml.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da alcolismo, da diabete mellito, da digiuno, da eclampsia, da emolisi, da gotta, da insufficienza renale cronica, da leucemia, da linfomi, da policitemia, da psoriasi, da citostatici.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinare da anemia, da epatite acuta, da gravidanza, da morbo di Hodgkin, da malattia di Wilson, da mieloma, da sindrome di Fanconi, da uso di farmaci antinfiammatori non cortisonici, da steroidi, da antimicetici. (farmaci).
 
ADRENALINA
Ormone naturale che accresce la velocità e la forza del battito cardiaco, provoca la dilatazione delle vie aeree, migliorando la respirazione e fa restringere (vasocostrizione) i vasi sanguigni della pelle e dell'intestino in modo che un accresciuto flusso di sangue raggiunga i muscoli, consentendo loro di fare fronte alle maggiori necessità richieste dallo sforzo fisico. Occorre ricordare che non è un esame di routine: per farne una valutazione di solito si dosa l'acido vanilmandelico urinario che è un metabolita.
Valori di riferimento inferiori a 0,5 mcg/ml di sangue.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da feocromocitoma, da infarto, da ipertensione, da morbo di Cushing, da nefrangiosclerosi.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da infezioni gravi, da morbo di Addison, da morbo di Parkinson, da sindrome di Waterhouse, da surrenalectomia.
 
ALBUMINA
E' una proteina prodotta nel fegato ; ha molte funzioni, ma la più importante è quella di mantenere costante il livello dei liquidi nei vasi sanguigni; quando i livelli sono bassi i liquidi si diffondono nei tessuti, causando gonfiore.
Valori di riferimento : 55-65% oppure 3,5-5g/100 ml.
Valori superiori al normale possono essere determinati da disidratazione, da sarcoidosi, da tromboangioite o morbo di Bürger.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da alcolismo, da deficit ereditario, da cirrosi epatica, da collagenopatia, da gravidanza, da infiammazioni, da insufficienza renale cronica, da ipertiroidismo, da leucemie, da malnutrizione, da neoplasie maligne, da pancreatite, da ustioni.
 
ALCOL ETILICO
Detto anche etanolo, è presente nelle bevande alcoliche
Nel sangue deve essere assente. Il limite permesso per legge per poter guidare deve essere inferiore a 80mg/100ml.
In rapporto alla quantità gli effetti si possono così sintetizzare:
- stato euforico 100-200mg/100ml ovvero 0,1-0,2%
- stato soporoso 200-300mg/100ml ovvero 0,2-0,3%
- stato comatoso 300-500mg/100ml ovvero 0,3-0,5%
- morte potenziale > 500mg/100ml ovvero > 0,5%
 
ALDOSTERONE
Ormone secreto da una parte delle ghiandole surrenali, la corticale surrenale : è di grande importanza per controllare la pressione del sangue e regolare la concentrazione di sodio e potassio.
Valori di riferimento : a riposo 10-100 nanogrammi/100ml, dopo sforzo inferiore a 500 nanogrammi/100 ml.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da feocromocitoma, da gravidanza, da ipertiroidismo, da nefrangiosclerosi ipertensiva, da uso di contraccettivi e diuretici.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da diabete mellito, da etilismo (abitudine a fare uso di bevande alcoliche), da gravidanza a termine, da insufficienza del surrene, da ipopituitarismo, da sindrome adreno genitale, da surrenalectomia.
 
ALFA 1 GLOBULINA
Appartiene al gruppo delle globuline.
Valori di riferimento : 2-5% oppure 0,2-0,4g/100ml.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da brucellosi, da insufficienza renale cronica, da ittero ostruttivo, da leucemie acute, da neoplasie maligne, da reumatismo articolare acuto, da sepsi, da traumi, da ustioni.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da enteropatie, da epatite acuta virale, da epatopatia cronica, da leucemia linfatica cronica, da malattia di Wilson.
 
ALFA 2 GLOBULINA
Appartiene al gruppo delle globuline.
Valori di riferimento 7 - 10% oppure 0.4 - 0.8 g/100 ml.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da colecistite, da infarto cardiaco, da insufficienza renale cronica, da leucemia acuta, da morbo di Hodgkin, da neoplasie maligne.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da gastroenterite, da steatorrea.
 
ALT
Vedi Transaminasi GPT.
 
AMILASI
Un enzima che interviene nella idrolizzazione dell'amido introdotto principalmente nel pancreas, meno nelle ghiandole salivari.
Valori di riferimento 10 - 220 U/l.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da alcolismo, da calcolosi biliare, da gravidanza extrauterina, da insufficienza renale cronica, da morbillo, da parotite epidemica, da pancreatite acuta, da ulcera peptica, da uso di diuretici, da antinfiammatori non cortisonici, da steroidi.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere causati da cirrosi epatica, da epatite acuta virale, da intossicazione, da esteri fosforici, da necrosi del pancreas.
 
ALFA 1 O ANTITRIPSINA
Proteina che inibisce gli enzimi che scindono le proteine tripsina o chimotripsina
Valori di riferimento 190 - 350 mg/100 ml.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere causati da AIDS, da collagenopatie, da infezioni gravi, da neoplasie, da uso di contraccettivi.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere causati da carenza congenita, da cirrosi epatica, da enfisema polmonare, da ulcera peptica, da ustioni.
 
APTT
Vedi PT o tempo di protrombina.
 
AST
Vedi Transaminasi GOT.
 
AZOTEMIA
E' il tasso della quantità di azoto nel sangue ed indica con precisione la funzionalità dei reni; valori diversi da quelli di riferimento indicano una imperfetta depurazione del sangue da parte dei reni.
Sono ritenuti valori normali 10 - 50 mg/100 ml.
Valori superiori a quelli normali possono essere causati da cirrosi, da collagenopatie, da diabete mellito, da disidratazione, da emorragie gastrointestinali, da glomerulonefrite, da gotta, da leptospirosi, da mieloma multiplo, da nefrangiosclerosi, da pielonefrite, da sindrome di Conn, da shock, da TBC renale, da traumi, da ustioni.
Valori inferiori a quelli normali possono essere causati da dieta ipoproteica, da epatite acuta virale, da ipopituitarismo, da necrosi epatica, da uso di salicilati (farmaci) e glucocortisoidi.


BILIRUBINA
E' un pigmento contenuto nella bile dell'uomo. Essa si riforma in seguito alla demolizione dell’emoglobina appartenenti ai globuli rossi smantellati al termine della loro vita (circa 120 giorni). Questa bilirubina viene trasportata dal sangue che la trasforma per renderla solubile in acqua.
Si divide in bilirubina diretta (già formata dal fegato) indiretta (non ancora "lavorata" dal fegato).Se il fegato si ammala oppure vengono distrutti globuli rossi in eccesso (anemia emolitica) la bilirubina aumenta. Il suo aumento si accompagna ad una colorazione della congiuntiva oculare e della pelle (ittero).
 
BILIRUBINA DIRETTA
Vedi Bilirubina.
Valori normali inferiori a 0.2mg/100ml.
Valori superiori al normale possono essere determinati da cirrosi epatica, da epatite tossica, da infezioni gravi, da neoplasie epatiche, da toxoplasmosi, da uso di contraccettivi, di citostatici, di tetraciclina (antibiotici), di antinfiammatori non cortisonici, di steroidi.
 
BILIRUBINA INDIRETTA
Vedi Bilirubina.
Valori normali inferiori a1mg/100ml.
Valori superiori al normale possono essere determinati da anemia emolitica, da anemia perniciosa, da ematomi, da emorragie gastrointestinali, da ipertiroidismo, da malattia di Gilbert, da interventi diretti a ridurre la anomala pressione dovuta a un eccesso di liquido (liquido cerebrospinale, sangue), da uso di steroidi, da rifampicina (farmaco antibatterico usato nella terapia della tubercolosi).
 
BASOFILI
Una delle forme dei globuli bianchi o leucociti .
Valori normali 0-2% del totale dei leucociti.
Valori superiori a quelli normali possono essere determinati da epatite acuta, da insufficienza renale cronica, da leucemia, da morbillo, da pertosse, da rettocolite ulcerosa.
Valori inferiori a quelli normali possono essere causati da gravidanza, da infezioni acute, da ipertiroidismo, da uso di estrogeni.
    
CALCIO
E’ un metallo che entra (come ione, particella con carica positiva) nella maggior parte dei processi biologici. La ricerca di questa sostanza è molto richiesta, perchè il calcio è fondamentale per il nostro corpo. È essenziale non solo per la formazione e lo sviluppo delle ossa, dei denti e delle unghie, ma anche per il processo di coagulazione del sangue, per l’attività dei muscoli e per il sistema nervoso centrale, per la digestione di alcuni cibi. L’organismo lo assorbe attraverso gli alimenti, del quale ne sono particolarmente ricchi il latte e i suoi derivati, le uova, il pesce, la frutta, gli ortaggi a foglia verde. La sua presenza nel sangue è detta calcemia. Un aumento marcato (ipercalcemia) può causare calcificazioni, alterazioni dell’elettrocardiogramma, stitichezza, nausea, calcoli renali. Una diminuizione marcata provoca la tetania (contrazione muscolare involontaria).
Sono considerati valori normali 9 - 11 mg/100 ml di sangue (nel bambino 10 - 12)
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da acromegalia, dall’uso di contraccettivi, da farmaci cortisonici, da diuretici, da iperparatiroidismo, da iperprotidemia, da ipersensibilità alla vitamina D, da ipervitaminosi D, da leucemia, da linfomi, da metastasi ossee, da mieloma multiplo, da morbo di Hodgkin, da morbo di Paget, da malattia di Von Recklinghausen da sarcoidosi, da tireotossicosi, da uso di farmaci contenenti litio.
Valori inferiori al normale possono essere causati da carenza di vitamina D, da cirrosi epatica, da deficit di apporto alimentare, da insufficienza renale cronica, da ipoparatiroidismo, da osteomalacia, da pancreatite acuta, da paratiroidectomia, da steatorrea.
 
CALCITONINA
Ormone prodotto da gruppi di cellule e che, nell’uomo, sono situate nella tiroide; controlla il livello di calcio che è presente nel sangue rallentando la velocità con cui il calcio stesso viene liberato dalle ossa (abbassa il calcio ematico).
Sono considerati valori normali quelli inferiori a 15 picogrammi (pg)/ml.
Valori superiori a quelli normali possono essere determinati da alcolismo, da gravidanza, da neoplasia della mammella, del polmone e della tiroide.
 
CERUPLASMINA
Globulina prodotta dal fegato, permette il trasporto del rame nel sangue.
Sono considerati valori normali 20 - 50 mg/100 ml.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da cirrosi epatica, da linfogranuloma maligno, da malattia di Hodgkin, da reumatismo agli arti, da uso di estroprogestinici.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da alcolismo, da epatite cronica, da malnutrizione, da morbo di Wilson.
 
COLESTEROLO
E’ un grasso; importante costituente delle cellule dell’organismo. Può avere origine dal cibo (latte e derivati, carne, uova ecc.), ma la maggior parte è fabbricata dal fegato a partire da una vasta gamma di sostanze. La ricerca di questa sostanza nel sangue concorre, con la ricerca dei trigliceridi, a valutare i grassi nell’organismo. Può essere eliminato (tramite la sintesi degli acidi biliari) per via epatica (fegato) o per via intestinale. Viene differenziato in due gruppi:
1-Colesterolo "buono" o HDL perchè se la maggiore parte del colesterolo presente nel sangue è sottoforma di lipoproteine a elevata densità (High Density Lipoproteins, HLD) sembra avere un effetto protettivo nei confronti della malattia arteriosa, perchè le molecole HDL hanno una struttura molto grande e tali dimensioni consentono loro di "spazzare" fisicamente le arterie e di ripulirle dai depositi arteriosclerotici; inoltre le HDL hanno la funzione di riportare il colesterolo nel fegato, quindi di sottrarlo al sangue; quindi il colesterolo HDL è molto utile ed è importante che il suo livello sia alto, maggiore di 35 mg/dl; una persona che ha un colesterolo totale alto ma un HDL a un livello maggiore di 35 non è a rischio, quanto una persona che insieme a un colesterolo totale alto, presenta un livello di HDL basso, inferiore a 35.
2-Colesterolo "cattivo" o LDL perchè se la maggiore parte del colesterolo è sottoforma di lipoproteine a bassa densità (Law Density Lipoproteins, Ldl) aumenta il rischio di sviluppo di aterosclerosi. Il colesterolo è una sostanza essenziale, che rappresenta la base chimica per la sintesi di alcuni ormoni ed entra in gioco anche come "mattone" nella formazione di tutte le membrane delle cellule.
Sono considerati valori normali 120 - 220 mg/100 ml per il colesterolo totale, 40 - 80 mg/100 ml per l’HDL, 70 - 180 mg/100 ml per l’LDL.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere causati da diabete, da epatite cronica, da uso di contraccettivi, da intossicazione, da ipoproteinemie, da ipotiroidismo, da lupus eritematoso, da morbo di Cushing, da obesità, da pancreatite acuta, da sindrome nefrosica.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere causati da anemie croniche, da epatopatie terminali, da ipertiroidismo, da morbo di Addison, da malnutrizione, da sepsi, da malassorbimento, da malattie neoplastiche.
 
CREATININA
E’ un componente del sangue che viene eliminato con l'urina; segnala la funzionalità del rene in quanto viene eliminata dai reni stessi attraverso l’urina. Se la presenza di creatinina nel sangue è troppo elevata, ciò significa che i reni non riescono a farla passare nelle urine e quindi non svolgono bene il loro lavoro. In alcuni casi anche il fatto di alimentarsi di troppa carne può contribuire ad alzare il tasso di creatinina nel sangue.
Sono ritenuti valori normali 0 - 1,5 mg/dl.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere causati da insufficienza renale, da dermatomiosite, da eccessi sportivi, da ipertiroidismo, da miastenia, da traumi, da ustioni.
Valori inferiori possono essere causati da anemie, da atrofia muscolare, da ipotiroidismo, da leucemia, da mioglobinuria.
 
CURVA GLICEMICA
Esame di tolleranza al glucosio che permette una sicura diagnosi del diabete. Viene eseguita facendo prelievi del sangue a digiuno e dopo l’introduzione di 100 grammi di glucosio.
Valori normali massimi:
- a digiuno 120 mg/100 ml
- dopo 30 minuti 170 mg/100 ml
- dopo 60 minuti 170 mg/100 ml
- dopo due ore 130 mg/100 ml
- dopo tre ore 110 mg/100 ml


 
ELETTROFORESI
L’elettroforesi del siero analizza le proteine presenti nel siero del sangue. Le proteine del siero sono importantissimi valori, che possono mettere in luce un gran numero di malattie. La maggior parte di queste proteine viene prodotta dal fegato e alcuni tipi di proteine vengono rilasciate nel sangue da cellule del sistema immunitario, cioè il sistema delle difese naturali dell’organismo. È un esame che deve essere effettuato a digiuno. L’uso di antibiotici può dare dei risultati non corretti. Con questo esame vengono individuate, in particolare, le seguenti proteine (vedere le singole voci): albumina, alfa 1 globuline, alfa 2 globuline, beta globuline, gamma globuline.
 
EMATOCRITO (HMT)
Esame che misura la quantità percentuale dei globuli rossi rispetto alla frazione liquida del sangue; la sua sigla è HMT.
Valori considerati normali sono 38 - 52% per l’uomo, 36 - 46% per la donna.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da alcolismo, da diabete, da insufficienza renale acuta, da peritonite, da policitemia, da poliglobulia, da uso di diuretici, da ustioni, da vomito, da disidratazione.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da anemie, da aplasie midollari, da carenza di ferro, da carenza di vitamina B12, da cirrosi epatica, da collagenopatie, da emorragie, da infezioni gravi, da insufficienza renale cronica, da leucemie, da tumori maligni.
 
EMOCROMO
E’ l’esame del sangue più eseguito. Esso contempla il conteggio del numero dei globuli rossi (eritrociti), dei globuli bianchi (leucociti) e delle piastrine (trombociti), nonchè la determinazione quantitativa dell’emoglobina. Con la formula leucocitaria, il laboratorio fornisce la percentuale di ciascun tipo di globulo bianco (granulociti neutrofili, eosinofili e basofili monociti, linfociti). In conclusione l’emocromo è suddiviso al suo interno in diverse "sottoanalisi" a seconda che esse riguardino ora l’uno ora l’altro componente del sangue. Tra queste si ricordano l’ematocrito (HMT), l’emoglobina (Hb), il conteggio dei globuli bianchi, il conteggio delle piastrine (vedere le singole voci).
È detto anche esame emocromocitometrico che letteralmente significa "misurazione del colore del sangue e del numero delle sue cellule, cioè dei globuli". Implica un prelievo di poche gocce di sangue e non arreca che un fastidio minimo.
L’emogramma normale (ci sono varianti in rapporto all’età e al sesso), è così rappresentato:
Formula leucocitaria
- Eritrociti 4-5 milioni/mmc
- Leucociti 4-8 mila/mmc
- Piastrine sino a 150000/mmc
- Emoglobina (Hbg) 16%
- Linfociti 20-35%
- Monociti 3-7%
- Neutrofili 55-65%
- Eosinofili 0-3%
- Basofili 0-2%
 
EMOGLOBINA (Hb)
Proteina, costituente principale dei globuli rossi, adibita principalmente al trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti; nel suo viaggio di ritorno nel sangue venoso l’emoglobina trasporta invece anidride carbonica ai polmoni dai quali questa viene espulsa con l’aria espirata. La sua formazione avviene nel midollo osseo simultaneamente a quella degli eritrociti immaturi; in un globulo rosso esistono circa 350 milioni di molecole di emoglobina, ciascuna delle quali in grado di trasportare quattro molecole di ossigeno.
Sono considerati valori normali quelli compresi fra 14-18 g/100 ml per gli uomini e 12-16 g/100ml per le femmine
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere causati da diarrea, da disidratazione, da enfisema, da policitemia, da poliglobulia, da shock, da ustioni, da trasfusioni ripetute
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da aplasia midollare, da collagenopatie, da deficit di ferro, da deficit di vitamina B12, da emorragie, da epatopatie, da infezioni gravi, da insufficienza renale cronica, da leucemie, da morbo di Cooley, da morbo di Crhon, da metrorragia, da neoplasie maligne, da ulcera peptica, da morbo di Hodgkin.
 
EOSINOFILI
E’ una varietà di globuli bianchi
Valori normali fino a 250/mmc
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da allergie, da eczemi, da granulomatosi, da leucemie, da morbo di Addison, da morbo di Hodgkin, da neoplasie maligne, da irradiazioni, da scarlattina
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere causati da agranulocitosi, da insufficienza renale cronica, da interventi chirurgici, da ipotiroidismo, da shock anafilattico, da traumi, da uso di farmaci cortisonici
 
ERITROCITI (RBC)
O globuli rossi, corpuscoli che trasportano ossigeno e anidride carbonica, del diametro medio di 8 micron (8 millesimi di millimetro) a forma di disco
Valori normali 4.800.000 - 5.600.000 /mmc (millimetro cubo) per l’uomo e 4.600.000 - 5.200.000 /mmc per la donna. Alla nascita sono molto di più, tra i 7 e gli 8 milioni/mmc, ma dopo pochi giorni scendono ai valori normali. Essendo 5 i litri di sangue, possediamo in totale 25 mila miliardi di globuli rossi (l’uno accanto all’altro coprirebbero una superficie pari a quella di un campo di calcio). All’esame è possibile calcolare anche altri parametri dei quali riportiamo anche i valori ritenuti normali:
- MCD (Mean Corpuscolar Diameter = diametro medio di ciascun eritrocita) 7-8 micron
- MCV(Mean Corpuscolar Volume = volume medio dei globuli rossi) HMT/n° globuli rossi in milioni 80-94 femtolitri
- MCH (Mean Corpuscolar Haemoglobin = quantità di emoglobina presente in ciascun globulo rosso) Hb/n° globuli rossi in milioni 27-32 picogrammi
- MCHC (Mean Corpuscolar Haemoglobin Concentration = concentrazione media di emoglobina in ciascun globulo) Hb/HMT 28-36 g/100ml di soli globuli rossi
- MCT(Mean Corpuscolar Thickness = spessore medio di ciascun globulo rosso) 1,7-2,5 micron
- PCV (Packed Cell Volume = volume dei globuli ammassati rispetto al sangue totale) donna 36-47% uomo 40-50%
Valori superiori al normale possono essere causati dall’altitudine, da insufficienza respiratoria, da policitemia, da talassemia .
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da anemie o da emorragia.
 
ESTROGENI
Ormoni femminili che guidano nelle bambine lo sviluppo dell’apparato genitale femminile; sono secreti dall’ovaio, dal surrene, dalla placenta durante la gravidanza, dal testicolo. Regolano il ciclo mestruale, la gravidanza, la fertilità, i caratteri sessuali.
I valori normali sono variabili per età, sesso, fase del ciclo, tipo di estrogeno.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere causati da cirrosi epatica, da gravidanza, da neoplasia dell’ovaio, del surrene e del testicolo, da uso di contraccettivi.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da gestosi, da ipogonadismo, da ipopituitarismo, da iposurrenalismo.

FATTORE II O PROTROMBINA
Globulina che partecipa al processo di coagulazione del sangue. Si definisce protrombinemia la presenza di protrombina nel sangue.
Si misura come attività protrombinica(70 - 110%).
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da eccesso di vitamina K e da uso di contraccettivi.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da cirrosi epatica, da collagenopatie, da epatite, da carenza di vitamina K, da insufficienza renale cronica, da pancreatite, da uso di salicilati, di antibiotici, di anticoagulanti.
 
FERRITINA
Indica il ferro presente a livello del fegato, cioè la riserva in ferro
Sono considerati valori normali 5 - 177 ng (nanogrammo, 1 ng = 1 miliardesimo di grammo) /100ml.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da eccessiva introduzione di ferro, da emacromatosi, da leucemia, da neoplasie maligne, da trasfusioni.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere causati da poca introduzione di ferro, da emorragie, da gravidanza.
 
FERRO
Elemento essenziale per alcuni enzimi e per la formazione del pigmento dei globuli rossi e quindi è indispensabile per il trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti del corpo umano. La sua concentrazione nel sangue è detta sideremia. Il ferro si "muove" nel corpo grazie ad altre sostanze, le proteine, che lo catturano e lo depositano nei tessuti oppure lo mettono in circolo.
Sono considerati normali valori di 37-147 mcg (microgrammi)/100 ml. Il valore del ferro è, però, molto variabile: è più alto al mattino e si modifica a seconda delle condizioni dell’individuo in quello specifico momento, ad esempio in corso d'infezione si abbassa. Per ottenere risultati più precisi, bisogna dosare un’altra sostanza, la ferritina: se questa si abbassa , significa che i depositi di ferro sono molto scarsi.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da anemia aplastica, da anemia mediterranea, da epatite virale acuta, da leucemie, da trasfusioni.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da allattamento, da anemia dovuta a scarsa introduzione di ferro con gli alimenti (si trova in fegato, in uova, in pesci, in ortaggi a foglia verde, in frutta a guscio e limoni), da diabete, da emorragie, da età avanzata, da infezioni croniche, da insufficienza renale, da neoplasie.
 
FIBRINOGENO
Sostanza proteica (globulina) che interviene con gli altri fattori della coagulazione a favorire la coagulazione del sangue, in quanto si trasforma in fibrina (proteina filamentosa che forma l’impalcatura del coagulo).
Sono considerati normali valori di 200-400 mg/100 ml.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da artrite reumatoide, da arteriosclerosi, da cirrosi, da epatite virale, da gotta, da gravidanza, da infarto del miocardio, da insufficienza renale, da mieloma multiplo, da uso di contraccettivi, da traumi, da ustioni.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da carcinoma della prostata, da emorragie, da intossicazioni da fosforo, da infezioni gravi, da insufficienza epatica, da somministrazione di anticoagulanti.
 
FOSFATASI ACIDA TOTALE E PROSTATICA
E’ un enzima dosabile nel sangue, prodotto dalla prostata, dalla milza, dal fegato, dai globuli rossi, dalle piastrine e dal midollo osseo. Il dosaggio della frazione prostatica serve in modo particolare per confermare o meno il sospetto di cancro della prostata
Sono considerati valori normali della fosfatasi acida prostatica sino a 4,2 mU/ml per gli uomini e fino a10 per la fosfatasi acida totale e sino a 3 mU/ml per le donne.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da carcinoma alla prostata, da emolisi,da infarto del miocardio, da iperparatiroidismo, da ipertrofia della prostata, da malattia di Gaucher (malattia ereditaria a carattere familiare, dovuta ad accumulo di una sostanza grassa, la cerasina, e di altre simili, nelle cellule della milza, dei polmoni e delle ghiandole endocrine), da malattia di Paget, da metastasi ossee, da mieloma multiplo, da osteopetrosi.
 
FOSFATASI ALCALINA
E' un enzima dosabile nel sangue, prodotto dall’intestino, dal fegato, da ossa e placenta; si trova nelle vie biliari. Il suo dosaggio viene eseguito per stabilire, in modo particolare, eventuali malattie delle ossa.
sono considerati valori normali 90-250 mU/ml negli adulti e 100-700 mU/ml nei bambini
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da artrite deformante, da carcinoma biliare, da epatite, da malattia di Paget, da metastasi epatiche e ossee, da mieloma, da mononucleosi, da osteomielite, da rachitismo, da sarcoidosi, da fratture ossee,da insufficienza renale, da sarcoma osteogenico, da diete ricche di proteine. Un suo aumento, insieme all’aumento di transaminasi (vedere), di bilirubina (vedere) e gamma GT (vedere), può quasi sicuramente decretare la presenza di una alterazione alle vie biliari.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da anemia, da età avanzata, da ipotiroidismo, da malnutrizione.
 
FOSFOLIPIDI
Prodotti a livello epatico, partecipano alla formazione delle lipoproteine (colesterolo HDL, LDL).
Sono considerati valori normali 100-300 mg/100 ml.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da bulimia, da cirrosi epatica, da diabete mellito, da epatopatie croniche, da insufficienza renale cronica, da iperlipemia, da ipertiroidismo, da obesità, da pancreatite cronica.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da anoressia, da digiuno, da ipertiroidismo, da malnutrizione, da steatorrea.
GAMMAGLOBULINE O IMMUNOGLOBULINE (Ig)
Globuline che hanno la funzione di anticorpi. Appartengono a 5 classi diverse: IgG, IgA, IgM, IgD, IgE.
Sono considerati valori normali quelli compresi tra 600 - 2300/dl;
Per ognuna delle 5 classi i valori normali sono:
- IgG 800-1800 mg/dl;
- IgA 9-450 mg/dl;
- IgM 60-28 mg/dl;
- IgD inferiore a15 mg/dl;
- IgE inferiore a 150 I.U./l
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da cirrosi, collagenopatie, da epatite acute, da ittero, da mononucleosi, da morbo di Hodking, da neoplasie maligne, da plasmocitosi, da sepsi croniche, da tiroidite di Hashimoto.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da AIDS, da insufficienza renale cronica, da sepsi acute, da sindrome di Cushing, da uso di farmaci come gli steroidi.
 
GAMMA GT
O gammaglutamiltranspeptidasi. Enzima situato nelle cellule del fegato, del cuore, del pancreas e del rene.
Sono ritenuti valori di riferimento 7-33 U/l.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da alcolismo, da epatite virale acuta, da infarto del miocardio, da metastasi epatiche, da nefrosi, da tumori maligni.
 
GLICEMIA
Indica la concentrazione nel sangue di glucosio, zucchero che si origina dal metabolismo di glicogeno, di ammino acidi e grassi introdotti con gli alimenti.
Sono considerati valori normali 70-110 mg/100 ml.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da avvelenamento da ossido di carbonio (CO), da diabete mellito, da feocromocitoma, da ictus cerebrale, da infarto cardiaco, da insufficienza renale cronica, da ipertiroidismo, da neoplasia del pancreas, da pancreatite, da sindrome di Cushing, da stress, da uso di farmaci contraccettivi e diuretici.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da cirrosi epatica, da digiuno, da epatopatia cronica, da ipertermia, da ipotiroidismo, da neoplasia del pancreas, da neoplasia dell’ipofisi, da necrosi epatica, da sarcomi, da sindrome di Zollinger-Ellison, da farmaci betabloccanti (chiamati anche bloccanti-adrenergici, prescritti principalmente per il trattamento delle malattie cardiache), da insulina.
 
GLOBULI BIANCHI
Vedere LEUCOCITI.
 
GLOBULINE
Sono proteine presenti nel sangue, con nomi e funzioni diverse, come il trasporto di sostanze nel sangue e il compito specifico è di fornire all’organismo le difese contro gli agenti esterni. Se dall’analisi di laboratorio risulta che la quantità è diversa dalla media, significa che sono in atto delle infezioni o malattie. Possono essere suddivise in tre gruppi principali : alfa, beta e gamma globuline.
 
GLOBULI ROSSI
Vedere ERITROCITI.
 
GOT
Vedere TRANSAMINASI GOT
 
GPT
Vedere TRANSAMINASI GPT
HMT
Vedi EMATOCRITO
 
IMMUNOGLOBULINE
Vedere GAMMAGLOBULINE.
 
INSULINA
Ormone prodotto e immesso in circolo dal pancreas il cui compito è quello di permettere alle cellule di utilizzare il glucosio.
Sono ritenuti valori normali 10-40 microU/l.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da alcolismo, da cirrosi epatica, da dieta, da epatopatia cronica, da insulinoma, da sindrome di Cushing, da uso di diuretici e cortisonici.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da diabete giovanile, da pancreatite postalcolica, da pancreasectomia, da terapia con insulina.
 
LEUCOCITI (WBC)
Chiamati anche globuli bianchi; sono conteggiati con speciali apparecchi contaglobuli. Ce ne sono di diversi tipi: basofili, eosinofili, linfociti, monociti, neutrofili. La loro funzione è quella di difendere l’organismo dalle infezioni. L’esame che evidenzia la percentuale dei diversi globuli bianchi presenti nel sangue si chiama formula leucocitaria (vedere emocromo). È molto importante, quando c’è un aumento di globuli bianchi, sapere quale tipo sia aumentato: in questo modo, si può stabilire che tipo di infezione è in atto. Per avere un quadro più preciso vedere le singole voci (basofili, eosinofili, linfociti, monociti, neutrofili).
Sono considerati valori normali un numero di 4.000-10.000 in un millilitro cubo di sangue.
Valori superiori possono essere determinati da infiammazioni o infezioni: se aumentano i neutrofili la infezione è di natura batterica, se aumentano i linfociti è tendenzialmente di origine virale, se aumentano quelli eosinofili si può pensare o ad una allergia o ad una infestazione da parassiti. Quando i globuli bianchi raggiungono picchi altissimi (da 30 mila a centinaia di migliaia) si hanno le leucemie.
 
LINFOCITI
Cellule appartenenti a un gruppo di globuli bianchi di importanza essenziale per la funzionalità del sistema immunitario dell’organismo.
Sono considerati valori normali un numero di 1500-3000 in un millimetro cubo di sangue
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da artrite reumatoide, da epatite, da gotta, da infezioni, da morbo di Crohn, da mononucleosi, da pertosse, da uso di farmaci, da vaccinazioni.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da AIDS, da aplasia midollare, da insufficienza renale, da irradiazioni, da linfomi, da lupus eritematoso, da malattia di Hodkin, da miastemia, da neoplasie maligne, da uso di farmaci citostatici e cortisonici.
 
LIPASI
E' un enzima in grado di scindere i trigliceridi (vedere) in altre sostanze (glicerolo e acidi grassi); è prodotto dal pancreas.
Sono considerati valori normali 8-60 U/l.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere causati da anestesia, da calcolosi biliare, da neoplasia del pancreas, da pancreatite, da peritonite, da uso di farmaci anticoagulanti.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da cirrosi.
 
LISOZIMA
E' un enzima presente nei globuli bianchi, nel muco nasale, nelle ghiandole lacrimali e soprattutto nella saliva; è dotato di azione antinfettiva: uccide microbi e virus ed è una delle difese naturali di cui dispone l’organismo.
Valori di riferimento 2-12 microgrammi (mcg)/ml
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da infezioni renali, da leucemie, da policitemia, da sarcoidosi, da ustioni.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da granulocitopenia, da ipoplasia midollare.
MAGNESIO
Elemento metallico che svolge numerosi ruoli essenziali per l’organismo: è indispensabile per la formazione delle ossa e dei denti, per la contrazione muscolare, per la trasmissione degli impulsi nervosi e per l’attivazione di molti enzimi.
Valori di riferimento 1,5-2,5 millequivalenti (mEq)/l.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da diabete insipido, da digiuno, da disidratazione, da eccessiva ingestione, da febbre, da insufficienza renale cronica, da ipotiroidismo, da sudorazione, da uso di diuretici.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da alcolismo, da asportazioni intestinali, da cirrosi epatica, da citostatici, da deficit di assorbimento, da diarrea, da diabete mellito, da diuretici, da glomerulonefrite cronica, da iperparatiroidismo, da pancreatite, da traumi, da ustioni.
 
MCV
E' il volume corpuscolare medio dei globuli rossi.
Valori normali: 82-96 micron3.
Valori superiori a quelli normali possono essere determinati da alcolismo, da anemia megaloblastica, da enteriti, da metastasi, da sferocitosi.
Valori inferiori a quelli normali possono essere determinati da emoglobinopatie, da morbo di Cooley, da talassemia, da tumori maligni, da anemia ferropriva.
 
MIOGLOBINA
E' una proteina, "gemella"dell’emoglobina che si trova nei muscoli, ai quali conferisce il loro caratteristico colore rosso.
Valori normali: deve essere assente nel sangue.
La presenza nel sangue può essere determinata da alcolismo, da predisposizione familiare, da infarto cardiaco, da ipertermia, da sforzi fisici, da shock, da traumi, da ustioni.
 
MONOCITI
E' un tipo di leucociti (vedere); sono cellule del sangue di grandi dimensioni, più grandi rispetto agli altri leucociti.
Sono considerati valori normali un 2-12% del numero totale dei leucociti (num. assoluto 200-1000).
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da collagenopatie, da endocarditi, da leucemia, da morbo di Crohn, da malattia di Hodgkin, da mononucleosi, da neoplasie maligne, da rettocolite ulcerosa, da sarcoidosi, da tifo.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da anemie, da irradiazioni.
 
NEUTROFILI (GRANULOCITI NEUTROFILI)
Appartengono alla serie dei globuli bianchi e ne rappresentano la classe più numerosa; in genere aumentano nelle infezioni batteriche.
Sono considerati normali valori un 40-75% rispetto al totale dei leucociti (numero assoluto 1800-7200).
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da artrite reumatoide, da emorragie, da gotta, da gravidanza, da infarto cardiaco, da infezioni acute ad esempio appendicite acuta, da leucemie, da neoplasie maligne, da pancreatite, da uso di farmaci cortisonici, da ustioni, da vaccinazioni.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da agranulocitosi, da anemie, da cirrosi epatica, da epatiti croniche, da influenza, da lupus eritematoso, da malaria, da mononucleosi, da morbillo, da parotite, da rosolia, da salmonellosi, da tifo, da intossicazione da benzolo, da piombo, da terapia radiante e antiblastica.
PIASTRINE
Sono i più piccoli elementi figurati del sangue che contribuiscono alla coagulazione; aggregandosi insieme in particolari situazioni (traumi, ferite, emorragie) bloccano le emorragie. La loro aggregazione è un fenomeno sfavorevole quando tende ad avvenire in condizioni normali, perchè può portare alla trombosi. La loro diminuzione causa alterazioni dell'emostasi con allungamento del tempo di emorragia.
Sengono presi come valori di riferimento un numero di 150.000-400.000 per millimetro cubo di sangue.
Valori superiori a quelli presi come riferimento possono essere determinati da carcinomi, da carenza di ferro, da troppo esercizio fisico, da febbre reumatica, da infiammazioni, da leucemie, da morbo di Hodkin, da osteomieliti, da parto, da policitemia, da splenectomia, da traumi, da uso di vitamina B12.
Valori inferiori a quelli presi come riferimento possono essere determinati da anemia aplastica, da deficit di vitamina B12, da infezioni virali, da leptospirosi, da leucemia, da linfomi, da malaria, da porpora, da trasfusioni, da uso di antibiotici, di barbiturici, di diuretici, di fenilbutazone (farmaco antinfiammatorio non steroideo, FANS), usato per alleviare i sintomi di alcuni tipi di artrite, di ipoglicemizzanti (farmaci per diabetici che abbassano la glicemia stimolando la produzione di insulina da parte del pancreas: sono compresse da prendere per bocca), da PAS (sigla che sta per indicare acido para-amminosalicilico, farmaco usato nella cura della tubercolosi), di piramidone e di sulfamidici (categoria di farmaci storici perchè furono i primi ad essere usati contro le infezioni; oggi sono in gran parte sostituiti dagli antibiotici).
 
POTASSIO
E' un minerale presente nelle cellule e nel sangue; da esso dipende l’attività dei muscoli, non ultimo il cuore di cui contribuisce a regolare il battito; regola l’equilibrio idrico dell’organismo. Nel siero la sua presenza è minima; si trova nell’interno della cellula.
Sono considerati valori normali 3,5-5,2 milliequivalenti (mEq)/l.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da diabete mellito, da eccessiva introduzione, da infezioni, da insufficienza renale, da traumi, da uso di chemioterapici e penicillina, da ustioni. Molto potassio e poco sodio è una condizione che comporta alterazioni delle membrane cellulari, che possono comportare modificazioni a livello muscolare.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da diarrea, da uso di cortisone, da malnutrizione, da morbo di Addison, da uso di diuretici, da vomito. Una situazione con molto sodio e poco potassio indica che si è ridotta la parte liquida del sangue e ciò provoca alterazione della funzionalità dei muscoli.
 
PSA
Si tratta di un antigene prostatico specifico.
Valori normali: 0.0-4.0 ng/mL.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da carcinoma prostatico, iperplasia prostatica benigna, flogosi prostatiche.
 
PT O TEMPO DI PROTROMBINA E PTT O APTT
Si tratta di esami di solito richiesti prima di un intervento chirurgico, in caso di alcune malattie del sangue (come l’emofilia) oppure semplicemente come check-up. Sono prove di laboratorio che consentono di valutare il tempo di coagulazione del plasma. La coagulazione è quel processo che si innesca nel momento in cui c’è una rottura di uno o più vasi sanguigni e che, attraverso un meccanismo complesso che coinvolge diverse sostanze, blocca l’emorragia. E appunto la protrombina (vedere) è una proteina che svolge questo delicato meccanismo di riparazione della rottura dei vasi sanguigni.
Nel soggetto normale il tempo di protrombina (PT) è di 12-15 secondi (a seconda dei metodi laboratoristici) corrispondente ad un'attività protrombinica del 100%. Questi valori, se risultano alterati sia in positivo sia in negativo, sono indici di difficoltà nella coagulazione, difficoltà che deve essere ben valutata dal medico. Per l'APTT (tempo di tromboplastina parziale attivata) nei soggetti normali, a seconda dei metodi di analisi, può arrivare fino a 40 secondi.
A mano a mano che il tempo di protrombina(PT) risulta aumentato, cioè meno il plasma è coagulabile, la percentuale del 100% diminuisce; valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da difetti congeniti, da malattie del fegato, da alcune anemie, in corso di terapia anti coagulante orale(molto usata nelle patologie cardiovascolari). Per quello che riguarda la APTT il tempo si allunga in caso di emofilia e in corso di terapia con eparina (farmaco anti coagulante).
Valori inferiori a quelli di riferimento (il sangue si coagula più facilmente) possono essere causati da somministrazione di vitamina K, dall’uso di farmaci (ad esempio corticosteroidi), da trombosi.
 
RAME
Elemento metallico che costituisce una parte essenziale di vari enzimi; è necessario in quantità piccolissime. E’ fondamentale col ferro nella sintesi della emoglobina e quindi per la produzione di globuli rossi e per il trasporto dell’ossigeno ai vari tessuti.
Sono considerati normali valori di 60-160 microgrammi (mcg)/100 ml.
Valori superiori a quelli normali possono essere determinati da anemie, da cirrosi epatica, da collagenopatie, da uso di contraccettivi; da eccessiva ingestione, da gravidanza, da ipertiroidismo, da infiammazioni, da leucemia, da morbo di Hodgkin, da neoplasie maligne.
Valori inferiori a quelli normali possono essere determinati da alimentazione povera, da anemie, da deficit di assorbimento, da insufficienza renale, da steatorrea, da ustioni, nella malattia di Wilson.
 
SODIO
Elemento che, insieme al potassio e ad altre sostanze, regola il volume dei liquidi dell’organismo, mantiene normale il ritmo cardiaco ed è responsabile delle contrazioni muscolari. Il livello di sodio nel sangue è controllato dai reni che ne eliminano un eventuale eccesso con le urine. Oltre il sale da tavola, le principali fonti alimentari sono i cibi lavorati, il formaggio, il pane e i cereali, le carni e i pesci affumicati, in salamoia o conservati. I sottaceti ne contengono grandi quantità. è uno dei principali componenti del plasma; esso è presente nella parte liquida (siero del sangue).
Sono considerati valori normali 135-146 milliequivalenti (mEq)/l.
Valori superiori a quelli normali possono essere causati da iperaldostenorismo, da diabete, da diarrea, da eccessiva ingestione, da edemi, da febbre, da sindrome di Cushing, da sudorazione, da uso di farmaci cortisonici, da ustioni.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da acidosi, da cirrosi epatica, da insufficienza cardiaca, da diabete scompensato, da morbo di Addison, da nefrosi, da uso di farmaci diuretici, da vomito .
 
TEMPO DI PROTROMBINA
Vedi PT o tempo di protrombina e PTT o APTT
 
TESTOSTERONE
Ormone maschile prodotto dal testicolo, dall’ovaio e dai surreni. Regola i caratteri sessuali primari e secondari (esempio, la barba) nell’uomo e stimola il desiderio sessuale.
Sono considerati valori normali 5-12 ng/ml nell’uomo adulto e 0,1-1,2 ng/ml nella donna adulta.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da iperplasia surrenale, da neoplasie dell’ovaio, del surrene, del testicolo, da sindrome di Stein-Leventhal, da uso di androgeni e contraccettivi, da virilizzazione femminile
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da cardiopatie congenite, da castrazione, da criptorchidismo, da insufficienza epatica e renale cronica, da ipogonadismo maschile, da ipotiroidismo, da irradiazioni, da mongolismo, da obesità, da parotite, da sindrome di Klinelfeter, da sindrome di Turner, da traumi, da uso di estrogeni.
 
TRANSAMINASI GOT e GPT
Si tratta di sostanze enzimatiche (proteine) che stanno all’interno delle cellule del fegato. Più che la bilirubina (vedere), il loro valore è utile per valutare il corretto funzionamento del fegato; possono anche indicare lo stato di salute del cuore e dell’apparato scheletrico. Si dividono in: transaminasi GPT o ALT, che riguardano soprattutto il fegato e transaminasi GOT o AST che riguardano invece soprattutto il cuore e lo scheletro. L’esame delle transaminasi viene prescritto di routine o spesso richiesto per tenere sotto controllo il fegato.
 
TRANSAMINASI GOT o AST
Enzima molto importante, si chiama "transaminasi glutamico-ossalacetico" che in sigla si definisce GOT oppure AST (aspartato transferasi). È presente nel fegato e viene analizzato per studiare le condizioni di questo organo, ma anche per valutare eventuali lesioni del muscolo cardiaco oppure alterazioni di quei muscoli che coordinano i movimenti dello scheletro.
Valori normali oscillano fino a 40-45 U/l negli adulti e fino a 80 U/l nei bambini
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da alcolismo, da asma, da cirrosi epatica, da distrofia muscolare, da epatite, da gotta, da infarto del miocardio, da interventi chirurgici, da leptospirosi, da ittero ostruttivo, da metastasi epatiche, da mononucleosi, da pancreatite.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da diabete, da dialisi, da gravidanza.
 
TRANSAMINASI GPT o ALT
Enzima molto importante presente nel fegato. Si chiama "transaminasi glutamico piruvica", in sigla GPT oppure ALT (alanino amino transferasi); le transaminasi GPT danno la esatta valutazione della gravità dell’alterazione del fegato.
Valori normali dovrebbero essere compresi tra 10 e 40 U/l per gli uomini e tra 5 e 35 U/l per le donne.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da cirrosi epatica, da uso di contraccettivi, da distrofia muscolare, da emolisi, da epatiti, da ittero ostruttivo, da metastasi epatiche, da mononucleosi, da obesità, da pancreatite, da scompenso circolatorio, da traumi.
 
TRIGLICERIDI
Sono sostanze grasse prodotte nel fegato o introdotte con gli alimenti. Insieme all’aumento del colesterolo, l’innalzamento dei trigliceridi costituisce un fattore di rischio perchè danneggia le arterie. I trigliceridi hanno la sola funzione di "scorta" dei grassi per l’organismo, cioè non forniscono immediatamente energia (come il glucosio) ma vengono utilizzati solo nei momenti di emergenza, cioè quando l’organismo ha bisogno di energia. Essi entrano nell’organismo insieme ai cibi (soprattutto burro, insaccati e formaggi grassi) e non appena l’intestino li assorbe, vengono catturati da particolari proteine, i chilomicromi, e trasportati al fegato e al tessuto adiposo per essere immaganizzati. Nel momento in cui l’organismo ha bisogno di energia, altre proteine (chiamate Vldl) intaccano le scorte e trasportano i trigliceridi in circolo.
Sono considerati valori normali 40-170 mg/100 ml; i valori sono molto influenzabili dall’alimentazione immediatamente precedente al prelievo; se si mangiano cibi grassi nei giorni che precedono l’esame, è possibile che il loro livello si alzi; anche l’alcol sortisce questo effetto.
Valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da alcolismo, da diabete mellito, da epatopatie, da insufficienza renale, da ipotiroidismo, da obesità, da pancreatite acuta. Se un loro aumento si associa a forte diminuizione dei valori del colesterolo HDL (vedere), rappresentano anch’essi fattore di rischio per infarto e ictus.
Valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da anemia, da contraccettivi orali e gravidanza, da ipertiroidismo, da digiuno prolungato, da malnutrizione, da senilità (alterazioni delle capacità mentali che si verificano in conseguenza dell’invecchiamento), da ustioni.
VES
Sigla che sta per "velocità di eritro sedimentazione"; in pratica calcola il tempo necessario perchè la parte solida del sangue (globuli rossi) si separi da quella liquida (plasma).
Sono considerati valori normali 2-10 mm/ora per l’uomo, 0-20 mm/ora per la donna. Non si tratta di valori molto precisi in quanto la VES può essere normale anche se l’infezione è già in atto, oppure può risultare elevata quando ormai si è già guariti e quindi è più che mai necessario il parere del medico.
Salori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da artrite reumatoide, da epatopatie, da gravidanza, da infarto cardiaco, da infezioni, da infiammazioni, da insufficienza renale, da leucemie, da morbo di Hodgkin da neoplasie maligne, da shock, da TBC, da tiroidite di Hashimoto, da toxoplasmosi.
Salori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da allergie, da microcitemie, da neoplasie terminali, da policitemie, da uso di steroidi e anticoagulanti.
 
VITAMINA A
Solubile nei grassi (liposolubile), indispensabile per la crescita e la formazione di ossa e denti normali nei bambini, per la funzionalità della vista, per proteggere l'apparato urinario dalle infezioni e per il mantenimento di una pelle sana.
Si trova nel fegato, nell'olio di fegato di merluzzo, nel tuorlo d'uovo, nel latte e latticini, nella margarina e in vari ortaggi e frutti come le carote, la zucca, il cavolo riccio, i broccoli, gli spinaci, le albicocche e le pesche.
Valori normali: 20-60 mcg/dl (microgrammi/decilitro).
Valori superiori a quelli normali possono essere causati da eccessiva introduzione con gli alimenti o uso di vitaminizzanti. L'eccessiva assunzione di vitamina A (ipervitaminosi A) può dare origine a fenomeni tossici anche molto gravi (epatopatia, morte). Tutte le vitamine liposolubili possono dare effetti collaterali da accumulo.
Valori inferiori a quelli normali possono essere determinati da diabete, ipertiroidismo, da malnutrizione, da rettocolite ulcerosa.
 
VITAMINA B1
Detta anche tiamina, è solubile in acqua (idrosolubile) e svolge un ruolo essenziale nella attività di diversi enzimi coinvolti nella scissione e nella utilizzazione e nell’attività dei nervi, dei muscoli e del cuore. E' presente nella maggior parte degli alimenti che non sono stati raffinati. Fonti particolarmente ricche di questa vitamina sono il germe di grano, la crusca, i cereali, il pane integrale, la pasta, il fegato, il rognone, il maiale, il pesce, i fagioli, la frutta a guscio e le more.
Valori normali: 2-5 mcg/dl (microgrammi/decilitro).
Valori superiori a quelli normali (ipervitaminosi) possono essere causati da eccessiva introduzione con gli alimenti o eccesso di vitaminizzanti. L'eccesso viene eliminato dall'organismo e questo vale per tutte le vitamine idrosolubili.
Valori inferiori a quelli normali (ipovitaminosi) possono essere causati da alcolismo, malnutrizione, uso di sulfamidici, da malassorbimento.
 
VITAMINA B2
Detta anche riboflavina, solubile in acqua(idrosolubile). E' indispensabile per l'attività dei diversi enzimi coinvolti nella scissione e nell'utilizzazione degli zuccheri, dei grassi e delle proteine, per la produzione di energia nelle cellule, per l'utilizzazione di altre vitamine del gruppo B e per la produzione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali.
Valori normali: 2-4 mcg/100 ml (microgrammo/100 millilitri).
Valori superiori al normale (ipervitaminosi) possono essere causati da eccessiva introduzione con gli alimenti o vitaminizzanti.
Valori inferiori a quelli normali (ipovitaminosi) possono essere causati da ileite, da malnutrizione, da parassitosi, da rettocolite ulcerosa, da uso di antibiotici, da malassorbimento.
 
VITAMINA B6
Detta anche piridossina, solubile in acqua (idrosolubile). Risulta particolarmente importante per l'attività di vari enzimi e ormoni coinvolti nella scissione e nell'utilizzazione dei carboidrati, dei grassi e delle proteine, nella produzione dei globuli rossi e degli anticorpi, nell'attività dell'apparato digerente e del sistema nervoso e nel mantenimento di una pelle sana. Adeguate fonti alimentari sono il fegato, il pollame, il maiale, il pesce, i cereali integrali, il germe di grano, le banane, le patate e i fagioli secchi.
Valori normali: 50-250 mg/ml (milligrammi/millilitri).
Valori superiori ai normali (ipervitaminosi) possono essere causati da eccessiva introduzione con gli alimenti o da vitaminizzanti.
Valori inferiori ai normali (ipovitaminosi) possono essere causati da uso di citostatici, da gravidanza, da malnutrizione.
 
VITAMINA B12
Chiamata anche cianocobalamina, idrosolubile (solubile in acqua). E' importante per la produzione del materiale genetico nelle cellule e quindi per la crescita e lo sviluppo, per la produzione di globuli rossi nel midollo osseo e per una normale attività del sistema nervoso. Alimenti ricchi di questa vitamina sono il fegato, il rognone, il pollo, il manzo, il maiale, il pesce, le uova e i latticini.
Valori normali: 200-900 mcg/100 ml (microgrammi/100 millilitri).
Valori superiori al normale (ipervitaminosi) possono essere causati da eccessiva introduzione con gli alimenti o con vitaminizzanti.
Valori inferiori al normale (ipovitaminosi) possono essere causati da anemia perniciosa, da enteropatie, da epatopatie, da gravidanza, da insufficienza renale cronica, da malnutrizione, da resezione gastrica (totale o parziale asportazione chirurgica dello stomaco; le cellule parietali del fondo dello stomaco producono il fattore intrinseco indispensabile all'assorbimento della vitamina B12).
 
VITAMINA C
Conosciuta anche col nome di acido ascorbico, solubile in acqua (idrosolubile). E' importante per la crescita e la buona conservazione di ossa, denti , gengive, legamenti e vasi sanguigni, per la risposta immunitaria dell'organismo alle infezioni, per la guarigione delle ferite e l'assorbimento di ferro dal tubo digerente. Le principali fonti sono la frutta e la verdura secca, gli agrumi, i pomodori, gli ortaggi a foglia verde, le patate, i peperoni, le fragole e i meloni ne sono fonti particolarmente ricche.
Valori normali: 0.5-1.5 mg/100 ml (milligrammi/100 millilitri).
Valori superiori al normale (ipervitaminosi) con fenomeni di tossicità possono essere causati da eccessiva introduzione con gli alimenti o con vitaminizzanti.
Valori inferiori al normale (ipovitaminosi) possono essere causati da anemie, da emorragie, da malattie infettive, da malnutrizione, da osteoporosi, da rachitismo, da scorbuto.
 
VITAMINA D
Detta anche calciferolo, liposolubile (solubile nei grassi). Contribuisce a regolare l’equilibrio del calcio e del fosforo, favorisce l’assorbimento di calcio dall’intestino ed è essenziale per la salute delle ossa e dei denti. Le fonti principali sono il latte, i pesci grassi come sardine, aringhe, salmone e tonno, il fegato, i latticini e il tuorlo d’uova.
Valori normali: 10-30 m g/ml (micro grammi).
Valori superiori a quelli normali (ipervitaminosi) possono essere determinati da eccessiva introduzione con gli alimenti o con vitaminizzanti, da ipercalcemia, da iperostosi.
Valori inferiori a quelli normali (ipovitaminosi) possono essere riscontrarsi in corso d'insuf- ficienza renale, di osteomalacia, nel rachitismo, nella tetania.
 
VITAMINA E
Termine usato per indicare un gruppo di sostanze di cui la più importante è l’alfa-tocoferolo. La vitamina E è fondamentale per la protezione della struttura delle cellule, per il mantenimento delle attività di alcuni enzimi e la formazione dei globuli rossi; protegge i polmoni e altri tessuti dalle lesioni causate dalle sostanze inquinanti e previene la distruzione dei globuli rossi da parte di sostanze tossiche presenti nel sangue. Tra le principali fonti alimentari figurano gli olii vegetali, la frutta a guscio, la carne, gli ortaggi a foglia verde, i cereali, il germe di grano, e il tuorlo d’uovo.
Valori normali: 0,8-1,5 mg/dl.
Valori superiori al normale (ipervitaminosi) possono essere causati da eccessiva introduzione con gli alimenti o con vitaminizzanti.
Valori inferiori al normale (ipovitaminosi) possono essere causati da malnutrizione, da malassorbimento.
 
VITAMINA H
Fa parte del complesso delle vitamine B.4 detta anche biotina. E’ indispensabile per l’attività di vari enzimi coinvolti nella scissione degli acidi grassi e dei carboidrati e nell’eliminazione dei prodotti di scarto della scissione delle proteine.E’ presente in molti alimenti: fegato, arachidi, fagioli secchi, tuorlo d’uovo, funghi, banane, pompelmi e angurie.
Valori normali: 70-100 ng/100ml (nanogrammi).
Valori superiori ai normali (ipervitaminosi) possono essere causati da eccessiva introduzione con alimenti o con vitaminizzanti.
Valori inferiori (ipovitaminosi) ai normali possono essere determinati da malnutrizione e malassorbimento.
 
VITAMINA K
Anenadione, solubile nei grassi (liposolubile). E’ essenziale per la formazione, nel fegato, di sostanze che favoriscono la coagulazione del sangue. Le principali fonti alimentari sono gli ortaggi a foglia verde (cavolo, broccoli e cime di rapa), gli olii vegetali, il tuorlo d’uovo, il formaggio, il maiale e il fegato.
Valori normali: 15-30 m g/100 ml (microgrammi).
Valori superiori al normale (ipervitaminosi) possono essere causati da eccessiva introduzione con gli alimenti o con uso di vitaminizzanti.
Valori inferiori a quelli normali (ipovitaminosi) possono essere determinati da alterazione della flora intestinale, da cirrosi epatica, da ittero, da rettocolite ulcerosi, da malassorbimento.
 
VITAMINA PP
Oniacina (nicotinammide). E’ solubile in acqua (idrosolubile). Esplica una funzione essenziale nelle attività del sistema nervoso e dell’apparato digerente, nella produzione degli ormoni sessuali e nel mantenimento di una pelle sana. Le principali fonti alimentari sono il fegato, la carne magra, il pollame, il pesce, i cereali integrali, la frutta a guscio e i fagioli secchi.
Valori normali: 0,5-0,8 mg/100 ml.
Valori superiori a quelli normali (ipervitaminosi) possono essere causati da eccessiva introduzione con gli alimenti o con vitaminizzanti.
Valori inferiori a quelli normali (ipovitaminosi) possono essere causati da alcolismo, da malassorbimento, da malnutrizione, da uso di antibiotici e sulfamidici.
 
ZINCO
Elemento indispensabile per la crescita normale, lo sviluppo degli organi genitali, l’attività normale della prostata, la guarigione delle ferite, la produzione di proteine; controlla l’attività di più di 100 enzimi ed è coinvolto nel funzionamento della insulina. Piccole quantità di questo elemento sono presenti in molti cibi come la carne magra, il pane e i cereali integrali, i fagioli secchi e gli alimenti marini.
Valori normali: 80-160 m g/100 ml (microgrammi).
Valori superiori al normale possono essere determinati da osteosarcoma; dose letale 10g.
Valori inferiori al normale possono essere causati da AIDS, da alopecia, da dermatiti, da diabete mellito, da leucemia, da linfomi.

FONTE:  DAL WEB

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