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08/03/11

La gestione dei Dispositivi Intravascolari Periferici

nightingale-florence2Scopo
Lo scopo di questa scheda informativa è
quello di provvedere ad una sintesi della
miglior evidenza disponibile nella gestione
dei dispositivi intravascolari inseriti
perifericamente al fine di ridurre il rischio di
infezioni nosocomiali.
Introduzione L’uso dei dispositivi intravascolari è una pratica importante e comune in ospedale al fine di infondere liquidi, soluzioni nutritive, farmaci, sangue e suoi derivati e per monitorare la situazione emodinamica delle persone ricoverate. L’utilizzo di tali dispositivi può però comportare vari eventi infettivi sia locali che sistemici. Le infezioni legate ai cateteri, particolarmente quelle sistemiche, sono associate ad un incremento della morbilità, mortalità e ad un aumento delle giornate di degenza. I cateteri venosi periferici (CVP) comunque, sono raramente responsabili di infezioni sistemiche (IS) mentre le flebiti possono considerarsi la complicazione più frequenti legate al loro utilizzo. Tali flebiti possono considerarsi un fenomeno fisico-chimico o meccanico piuttosto che infettivo. I fattori che influenzano tale complicanza includono: tipo di soluzione infusa, tipo di materiale con cui è fatto il catetere, il suo lume e i fattori predisponenti legati al paziente in cui viene inserito. Lo sviluppo di una flebite può comunque aumentare il rischio di sviluppare un infezione locale legata al catetere.
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L’assistenza al bambino con malattia metabolica congenita


nightingale-florence2 Introduzione: Il termine “malattie metaboliche congenite” (MMC) descrive un gruppo di più di 500 malattie che coinvolgono una o più vie metaboliche. Alcuni esempi sono costituiti dal deficit del ciclo dell’urea oppure le aminoacidopatie come la malattia delle urine a sciroppo di acero. Nella tabella 1 sono riportati brevi definizioni di alcune malattie metaboliche congenite. Il numero, la complessità e la variabilità clinica con cui tali quadri si presentano, rendono le MMC una vera sfida per i professionisti sanitari. Un ritardo nella diagnosi può causare, nei primi giorni di vita, gravi danni neurologici o rivelarsi addirittura mortale (1). Lo screening delle malattie metaboliche si è perfezionato negli ultimi anni, in particolare è aumentata la disponibilità di spettrometri di massa tandem, così oggi gli Infermieri si trovano ad assistere bambini con MMC molto più frequentemente rispetto a qualche anno fa. L'argomento principale di questo articolo è l’assistenza infermieristica al bambino con MMC in fase acuta, tuttavia alcuni aspetti dell’assistenza qui menzionati possono essere applicati anche alla gestione infermieristica del bambino con MMC nelle fasi che seguono quella acuta. L’articolo fornisce anche informazioni circa la diagnosi e la classificazione delle MMC. La fisiopatologia sarà illustrata usando come esempi i difetti del ciclo dell’urea e le organicoacidurie da aminoacidi ramificati, che si incontrano più frequentemente nella pratica clinica.
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06/03/11

FEBBRE MEDITERRANEA FAMILIALE


nightingale-florence2FEBBRE MEDITERRANEA FAMILIALE (FMF)

Cos’è?
La febbre mediterranea familiare (FMF) è una malattia genetica caratterizzata da
ricorrenti attacchi di febbre, accompagnati  da dolori addominali, al torace e/o alle
articolazioni con gonfiore. Generalmente la malattia interessa persone originarie della
zona del mediterraneo e del medio oriente, cioè Ebrei (specialmente Sefarditi), Turchi,
Arabi e Armeni.

Quanto è comune?
La frequenza della malattia nelle popolazioni a rischio è di circa 1-3 casi su mille. È rara
in altre parti del mondo. Dopo la scoperta del gene, è stata però diagnosticata più
frequentemente anche tra le popolazioni dove si pensava fosse molto rara, vedi gli
Italiani, i Greci e gli Americani.